“Siamo smascherati ogni volta che presentiamo la nostra carta d’identità”
Ѐ stata la Corte Suprema di Hong Kong a decidere che le persone transgender possono cambiare il genere sulle loro carte d’identità senza dover sottoporsi ad intervento chirurgico.
Si può certamente definire una vittoria storica per l’uguaglianza dei diritti LGBT+ nell’ex colonia britannica.
Secondo la politica precedente, le carte d’identità della città riportano il sesso assegnato alla nascita, a meno che l’individuo non si sottoponga a una transizione medica con un intervento di riassegnazione del sesso.
«Siamo smascherati ogni volta che presentiamo la nostra carta d’identità» – ha spiegato alla AFP Henry Tse, uno degli attivisti che ha intentato una causa nel 2017 sostenendo che l’attuale politica vieta ai transgender di “vivere una vita piena”.
I requisiti per il cambio di identità hanno costretto le persone transgender a sottoporsi a procedure mediche molto invasive e costose. La Corte d’appello ha quindi approvato la decisione, ritenendo che il requisito dell’intervento chirurgico fosse incostituzionale e imponesse “un onere eccessivo alle persone interessate”.
Il governo aveva ribattuto affermando che essa evitava i “problemi pratici” legati alla fornitura di servizi specifici per genere, tra cui l’applicazione della legge, la risposta alle emergenze, i servizi sociali e l’accesso ai servizi igienici.
«Si tratta di una questione delicata, che coinvolge non solo i diritti delle persone transgender, ma anche i diritti degli altri e l’interesse pubblico – ha dichiarato il mese scorso in tribunale l’avvocato Monica Carss-Frisk – Permettere alle persone transgender di cambiare liberamente il genere sulla carta d’identità potrebbe portare a arbitrarietà e incoerenza», ha detto.
L’avvocato David Pannick, rappresentante gli attivisti, ha sostenuto che l’impossibilità di cambiare la carta d’identità provoca alle persone transgender “umiliazioni regolari, perdita di dignità e angoscia perché le costringe a rivelare un aspetto molto intimo della loro vita privata”.
Nel 2021, più della metà delle 234 persone transgender intervistate dall’Università cinese di Hong Kong ha riferito di aver subito discriminazioni e molte hanno riportato sintomi di depressione.
di: Alice GEMMA
FOTO: PIXABAY