Pronti ad attacchi “ogni 12 ore”. Gli Usa lanciano una coalizione contro il gruppo yemenita

Non si arresta la lotta dei ribelli Houthi nel Mar Rosso. Dopo i droni abbattuti nello Yemen le scorse settimane, le forze filo-iraniane hanno sferrato un nuovo attacco fra le coste di Gibuti e lo stretto di Bab al Mandab.

I ribelli, che attualmente detengono il controllo della costa occidentale dello Yemen, hanno dichiarato di essere pronti ad attaccare “ogni 12 ore le imbarcazioni che transitano nel Mar Rosso” . «Le nostre operazioni militari non si fermeranno, a prescindere dai sacrifici che ci costerà» avverte l’alto funzionario del gruppo islamista Houthi Mohammed al-Bukhaiti.

«Qualsiasi Paese che si muove contro di noi avrà le sue navi prese di mira» ha dichiarato Mohammed Ali Al-Houthi durante un’intervista alla tv iraniana Al-Alam. In precedenza il portavoce degli Houthi Mohammed Abdul Salam, aveva affermato che l’obiettivo dichiarato del gruppo è quello di “aumentare la pressione sullo Stato ebraico affinché fermi la sua aggressione e tolga l’assedio di Gaza“.

L’attacco arriva all’indomani della coalizione di 10 nazioni lanciata dagli Usa contro i ribelli Houthi, una “iniziativa di sicurezza multinazionale” cui prenderanno parte anche Francia, Gran Bretagna e Bahrein. A proposito di questo, il Financial Times cita la notizia che sia in atto la preparazione di un “corridoio sicuro” da parte degli Usa e destinato alle navi commerciali nel Mar Rosso.

«I Paesi che cercano di sostenere il principio fondamentale della libertà di navigazione devono unirsi per affrontare la sfida posta da questo attore non statale» è stato l’appello del segretario alla Difesa Usa Austin.

Pronti alla guerra i ribelli, che si dicono pronti ad affrontare “qualsiasi coalizione formata dagli Usa nel Mar Rosso“. A questo proposito il principale negoziatore Houthi, Mohammed Abdulsalam ha dichiarato che la coalizione è “essenzialmente inutile”.

L’Iran, dal canto suo, assicura che si tratta di azioni “indipendenti”.

La risposta occidentale

Il passaggio è una delle rotte commerciali dei più strategiche, consentendo l’accesso dal Mar Rosso all’Oceano. Anche per questo motivo forte è la mobilitazione dei Governi occidentali che, preoccupati per gli effetti nel commercio mondiale, anticipano l’inizio della missione inizialmente prevista per febbraio.

La fregata Ue Virginio Fasan, partecipe dell’operazione Atalanta, si unirà alla missione diplomatica Ue che attualmente pattuglia l’area fra il Mar Rosso e l’Oceano Indiano allo scopo di proteggere il transito delle navi mercantili. Il ministro della Difesa Crosetto avverte che “al momento non è ancora stato deciso nulla” ma avverte anche che l’Italia sta ragionando “sul fatto di potere utilizzare ‘Atlanta’, e una nave dell’operazione ‘Atlanta’, per partecipare a una missione in un’area che rischia di far saltare l’economia, soprattutto la nostra“.

Nella serata del 19 dicembre una nota la Difesa ha spiegato che “rispondendo a una precisa richiesta di tutela degli interessi nazionali, pervenuta dagli armatori italiani, (la Difesa, ndr) ha deciso di spostare nel Mar Rosso una delle sue unità navali già in Medio Oriente. Ciò, tuttavia, avverrà nell’ambito di un’operazione già esistente e autorizzata dal parlamento e non dell’operazione Prosperity Guardian”.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EPA/YAHYA ARHAB