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Secondo lo studio di Mediobanca un terzo dell’utile prima delle imposte dei 25 maggiori gruppi del websoft è stato tassato in Paesi a fiscalità agevolata

Continua a far discutere il rapporto fra le Big Tech e il fisco.

Secondo uno studio condotto da Mediobanca, un terzo dell’utile prima delle imposte dei 25 maggiori gruppi operanti nel comparto web e software è stato tassato in Paesi a fiscalità agevolata. Questo, avrebbe consentito un risparmio di 13,6 miliardi con un’aliquota media del 15,1%, inferiore cioè a quella che in teoria avrebbero dovuto applicare del 21,9%.

Negli ultimi quattro anni, perciò, contando gli eserci dal 2019 al 2021, l’elusione fiscale ammonterebbe secondo lo studio a 50,7 miliardi.

A beneficiarne maggiormente i giganti del web: Amazon, Alphabet e Microsoft, che crescono costantemente. Il giro d’affari di questi tre colossi l’anno scorso è arrivato a 1.792 miliardi di euro, una cifra che corrisponde al 90% del Pil italiano.

E in Italia com’è la situazione? Secondo Mediobanca, il fatturato aggregato delle big tech nel nord del Paese ha raggiunto ,3 miliardi di euro nel 2022 con circa 26.400 lavoratori, saliti di 11.000 unità dal 2019, perlopiù assunti da Amazon. I colossi come Tencent (WeChat), Microsoft e Alphabet hanno risparmiato 19,2, 12,3 e 7,1 miliardi nel quadriennio 19-21.

La situazione riportata dall’analisi Mediobanca evidenzia come il fatturato dei colossi del web a livello mondiale ha ripreso a crescere a due cifre (+10,6%), e la scena continua a essere dominata da imprese statunitensi e cinesi. Sono loro ad avere generato rispettivamente il 70% e il 26% dei ricavi di cui oltre la metà (481,9 miliardi) realizzati dai primi tre player, Amazon, Alphabet e Microsoft.

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA