Nelle dichiarazioni finali del vertice in Sudafrica i leader pensano in grande. Per Xi un “nuovo capitolo della collaborazione dei Paesi emergenti e in via di sviluppo”
È ufficiale: dal primo gennaio 2024 anche Argentina, Egitto, Etiopia, Iran, Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti entreranno a far parte dei Brics.
Il vertice in Sudafrica, che si conclude oggi 24 agosto, ha puntato tutto sull’allargamento nell’ottica di promozione di un multilateralismo davvero rappresentativo, sulla base di “principi-guida, standard, criteri e procedure” studiate da tempo, come ha annunciato l’ospite del vertice, il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa.
«La piena adesione al gruppo delle economie emergenti del mondo è uno sviluppo di portata storica e una conquista strategica per la politica estera della Repubblica islamica» ha commentato l’Iran per voce del capo staff per gli affari politici della presidenza iraniana Mohammad Jamshidi.
Soddisfatto anche Xi secondo cui l’allargamento rappresenta un “nuovo capitolo nella collaborazione dei Paesi emergenti e in via di sviluppo“.
Dopo l’allargamento il sogno in grande continua: lo stesso Ramaphosa ha reso noto che i Paesi Brics hanno “incaricato i loro ministri delle Finanze e governatori delle Banche centrali, come opportuno, di considerare la questione di valute locali, strumenti di pagamento e piattaforme e di riferire agli stessi leader Brics nel prossimo vertice” allo scopo di istituire una valuta comune del blocco.
Un altro importante passo verso l’unità politica del gruppo e lontano dall’egemonia del dollaro, anche considerato che dopo l’allargamento annunciato i Paesi Brics “rappresenteranno il 36% del Pil mondiale e il 47% della popolazione dell’intero pianeta” come ha spiegato il brasiliano Lula.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/EPA/KIM LUDBROOK