Sono tanti gli eventi che si sono trasformati in completi disastri. Alcuni sono stati funestati da vere e proprie tragedie
[In copertina i danni causati dalla tempesta che nel 2011 ha colpito il Pukkelpop Festival, in Belgio – ANSA/EPA/PINO MISURACA BELGIUM OUT]
I festival musicali dovrebbero essere un momento di unione, di condivisione, di divertimento (almeno, così vorremmo immaginarli). In realtà, non va sempre così: nella storia della musica live sono tanti gli eventi più attesi che si sono trasformati in veri e propri disastri. In alcuni casi la situazione ha avuto risvolti drammatici, tanto che alcune persone hanno perso la vita.
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Altamont Free Festival – Tracy, Livermore, California
Alcuni festival hanno avuto risvolti particolarmente drammatici: molte le persone rimaste ferite o che hanno perso la vita. Come accaduto all’Altamont Free Festival, tenutosi all’Altamont Raceway Park, tra le cittadine di Tracey e Livermore, in California, il 6 dicembre 1969, quattro mesi dopo Woodstock. L’intenzione, infatti, era quella di organizzare un evento simile al noto festival tenutosi a New York, ma sulla costa ovest, una sorta di “Woodstock de West”. L’idea di organizzare un maxi concerto gratuito, si dice, venne ai Jefferson Airplane, che coinvolsero i Grateful Dead e i Rolling Stones.
Il concerto, però, è ricordato per le violenze che vi si consumarono, che ebbero il culmine nell’omicidio di Meredith Hunter,18enne afroamericano accoltellato a pochi metri dal palco. In totale furono quattro le persone che persero la vita. Per questo si dice spesso che il concerto di Altamont pose fine agli anni Sessanta e alla stagione di controcultura e ribellione allo status quo che segnò il decennio.
Tanti sono i fattori che contribuirono al disastro. Innanzitutto, la scelta della location: dopo diversi cambi si optò per l ‘Altamont Raceway Park, che aveva, però, un palco alto appena un metro, più in basso rispetto al pubblico. Una delle scelte più criticate fu quella di affidare la sicurezza agli Hell’s Angels, il noto gruppo di motociclisti all’epoca capitanato da Sonny Barger. Impreparati (e già in passato accusati di violenze), gli Hell’s Angels iniziarono a malmenare alcuni spettatori e scoppiarono diverse risse.
Quanto accaduto quella sera è stato immortalato dalle telecamere perché una troupe si trovava lì per girare un documentario sui Rolling Stone. In base a quanto si vede dai filmati e quanto raccontato dai testimoni, Meredith Hunter tirò fuori una pistola, che aveva precedentemente dato alla fidanzata Patti Bredehoft per “proteggersi”, e subito Alan Passaro, un membro degli Hell’s Angels, si scagliò su di lui insieme ad altri motociclisti e lo picchiarono. Passaro fu accusato dell’omicidio di Hunter ma venne in seguito scagionato in quanto venne riconosciuta la legittima difesa.

Woodstock ’99 – Rome, New York
Woodstock ’99 avrebbe dovuto essere la celebrazione del 30esimo anniversario del notissimo festival del 1969, invece fu considerato il festival musicale più disastroso della storia. Temperature altissime, evidentissime falle nell’organizzazione, prezzo del cibo e delle bevande gonfiato a dismisura, mancanza di servizi igienici, incendi, una sommossa, un morto, stupri e molestie sessuali nei confronti di moltissime donne presenti: tutto questo successe a Rome, nello stato di New York, tra il 22 e il 25 luglio 1999.
Diversi documentari raccontano quanto accaduto durante il festival, e ancora oggi ci si chiede come sia stato possibile. Eppure, è successo.
Il festival venne organizzato da John Scher e Michael Lang, il promoter del primo Woodstock, che aveva già tentato di replicare i “tre giorni di pace e musica rock” nel 1994 con esiti infelici. La line-up era composta dai nomi della musica all’epoca sulla cresta dell’onda, da Alanis Morissette ai Red Hot Chili Peppers, da James Brown a Elvis Costello, fino a Fatboy Slim, Rage Against the Machine, Korn, Metallica, Megadeth, Limp Bizkit, Creed, Jewel, solo per citarne alcuni, In realtà, nessun artista che partecipò alla manifestazione originale del 1969 suonò in questa edizione tranne John Entwistle, bassista degli Who, e Mickey Hart, batterista dei Grateful Dead, che si esibì con la sua nuova band, Planet Drum.
Tutto andò storto fin dall’inizio. Per l’esattezza, fin dalla scelta della location, la Griffis Air Force Base, un’ex base dell’aeronautica militare interamente in cemento, senza verde, senza alberi che potessero creare zone ombreggiate e ripararsi dal sole e dal calore. In quei giorni, infatti, le temperature oscillarono tra i 30 e i 40 gradi. Sono tante le cose che hanno reso Woodstock ’99 l’inferno in terra ed è difficile elencarle tutte. I cibi e le bevande erano venduti a prezzi a dir poco esorbitanti – una bottiglietta d’acqua costava quattro dollari, fino ad arrivare a 12 dollari – i bagni non funzionavano o erano stati danneggiati, ma il numero era comunque insufficiente, visto che parteciparono circa 400mila persone.
Diversi gli incidenti. Gli Insane Clown Posse lanciarono banconote dal palco, scatenando una rissa tra il pubblico per riuscire ad accaparrarsele; durante il concerto dei Limp Bizkit si consumarono diverse violenze e il cantante, Fred Durst, venne accusato di aver aizzato gli spettatori (anche se in seguito dirà di non essersi accorto di quello che stava succedendo). Si arrivò, poi, agli incendi e alla sommossa. Un gruppo di addetti alla sicurezza ebbe la poco lungimirante idea di accendere delle candele durante l’esibizione di Under The Bridge dei Red Hot Chili Peppers, che qualcuno tra il pubblico usò per accendere dei falò. Da lì si propagarono le fiamme e il pubblico, stremato dalla mancanza di cibo, dai servizi igienici scadenti, iniziò a svaligiare i rimorchi pieni di merci e a incendiare gli stand. Una volta tornati sul palco per il bis, i Red Hot si esibirono in una cover di Fire (ecco, appunto) di Jimi Hendrix: successivamente il cantante Anthony Kiedis affermò che con la canzone la band intendeva omaggiare il chitarrista e non aizzare la folla.
Durante il festival furono numerosi i casi di molestie sessuali e gli stupri ai danni delle donne tra il pubblico, che si consumarono anche durante i concerti. Alla polizia furono denunciati quattro casi di stupro, altri cinque casi di violenze sessuali e molestie vennero riportati alle autorità, ma delle 44 persone arrestate solo una venne denunciata per molestie sessuali.
E, addirittura, una persona morì. Uno degli spettatori, il 24enne David DeRosia collassò a causa della disidratazione ed entrò in coma, per poi morire il 26 luglio.
Concerto dei Pearl Jam, Roskilde Festival – Roskilde, Danimarca, 2000
Quanto accaduto il 30 giugno 2000 durante il Roskilde Festival, una delle più note manifestazioni musicali europee, cambiò per sempre il volto del rock e della musica live.
Il terreno era già piuttosto fangoso a causa delle pioggia quando i Pearl Jam salirono sul palco quella sera per suonare di fronte a circa 50mila persone A un certo punto la folla cominciò a spingere, a oscillare, e molte persone rimasero travolte dalla calca e caddero a terra, rimanendo schiacciate. 8 persone tra i 17 e i 26 anni persero la vita durante il concerto, mentre una nona persona morì in ospedale cinque giorni dopo.
Inizialmente la band continuò a suonare perché non si accorse di quanto stava accadendo, come ricordò in seguito il cantante Eddie Vedder, che poi disse: «Sapevo che non sarei stato mai più lo stesso». La tragedia ha segnato indelebilmente i Pearl Jam, che hanno sempre dimostrato vicinanza ai familiari delle vittime.

Love Parade 2010 – Duisburg, Germania
La LoveParade era un popolarissimo festival di musica dance e techno, capostipite di tutti gli eventi del genere, nato nel 1989 nell’allora Berlino Ovest. La manifestazione consisteva di un festival e di un corteo che si snodavano per le strade delle città. Negli anni, infatti, la LoveParade si è svolta in diverse parti del mondo. L’edizione del 2010, ospitata a Duisburg, in Germania, è stata l’ultima a causa della tragedia che vi si consumò.
Quell’anno per la prima volta il festival si svolse al chiuso, all’interno di una vecchia stazione merci, alla quale si accedeva tramite un tunnel. L’affluenza era altissima, come sempre: erano tantissime le persone che ogni anno partecipavano all’evento e, in quel 2010, erano circa un milione le persone attese.
Il 24 luglio il tunnel comincia a gremirsi di persone e in poco tempo l’area divenne sovraffollata. E si creò una calca nella quale morirono 21 persone e 510 rimasero ferite. Tra le persone che persero la vita anche la cittadina italiana Giulia Minola, di 21 anni.
Nel 2020 la Procura di Duisburg ha archiviato l’inchiesta.
Pukkelpop 2011 – Kiewit, Hasselt, Belgio
Il Pukkelpop è un festival che si tiene ogni anno, ad agosto, nei pressi della città di Hasselt, in Belgio. L’edizione del 2011 è stata colpita da una tempesta che ha causato la morte di cinque persone.
Nella giornata di apertura del 18 agosto una tempesta di pioggia e vento si abbatté sulla location del concerto, facendo crollare i maxi schermi, distruggendo i palchi, sradicando gli alberi.
Tra gli headliner erano attesi Foo Fighters, Eminem, Thirty Second to Mars, ma subito dopo la tragedia il festival venne interrotto. Solo pochi giorni prima una tragedia simile si consumò all’Indiana State Fair, a Indianapolis, negli Stati Uniti: il crollo del palco durante un temporale causò la morte di 7 persone. Entrambi gli eventi accesero un animato dibattito sulla sicurezza delle venue.

Fyre Festival- Great Exuma, Bahamas (non si è mai tenuto)
FYRE: La più grane festa mai avvenuta e Fyre Fraud. Così si intitolano due documentari, rispettivamente su Netflix e Hulu, che raccontano la storia di quello che sarebbe dovuto essere il Fyre Festival, previsto tra l’aprile e il maggio del 2017 a Great Exuma, isola delle Bahamas. E che, però, non si tenne mai realmente.
Nel 2017 l’imprenditore Billy McFarland e il rapper Ja Rule decisero di creare un festival per promuovere un’app musicale creata dalla Fyre Media, azienda fondata da McFarland, promettendo un’esperienza di lusso sull’isola bahamense di Great Exuma, che nel materiale promozionale venne rinominata Fyre Cay.
Tutto comincia con un video sui social per promuovere l’evento, al quale partecipano alcune delle modelle più note al mondo come Emily Ratajkowski, Bella Hadid e Kendall Jenner (che erano all’oscuro di tutto). Gli organizzatori lanciarono, così, una campagna promozionale roboante. Ma fin da subito vennero fuori diverse falle nel progetto e molti degli investitori si ritirarono. In seguito si scoprì non solo che McFarland e gli altri organizzatori non avevano alcuni idea di come organizzare un festival di quella portata ma che decisero di vendere migliaia di biglietti senza alcuna garanzia.
Il festival, che non iniziò mai davvero, si rivelò un fallimento su tutti i fronti. Tanti degli artisti annunciati, dai Blink-182 a Pusha T, da Tyga ai Major Lazer (e sono solo alcuni) diedero forfait pochi giorni prima dell’inizio. Nulla di quanto promesso venne mantenuto. Nessuna traccia delle lussuose ville annunciate: al loro posto vennero montate tende per le persone sfollate a causa degli uragani, oltretutto danneggiate da un nubifragio scatenatosi la sera prima. Gli ospiti, soprattutto influencer, rimasero bloccati sull’isola dato che non c’erano aerei (anche questi promessi) che potessero trasportarli, e dovettero aspettare diverse ore all’aeroporto. Niente piatti gourmet e chef stellati come comunicato: il cibo servito era, in realtà, preconfezionato. Come detto, gli invitati erano soprattutto influencer, che postarono tutto in tempo reale: il mondo seguì il disastro del Fyre Festival praticamente in diretta.
Nel giugno 2017 Billy McFarland venne accusato di fronde informatica dal il Procuratore degli Stati Uniti per il Distretto Sud di New York. Nel 2018 l’imprenditore venne condannato a 6 anni di carcere, di cui ne sconterà quattro.

Astroworld Festival 2021 – Houston, Texas
L’Astroworld è un festival ideato dal rapper Travis Scott, che prende il nome da un suo album e dal relativo tour, ospitato all’NRG Park di Houston, Texas, negli Stati Uniti. L’edizione del 2021 è stata, purtroppo, funestata da una tragedia. Proprio durante il concerto del rapper, il 5 novembre,10 persone morirono e centinaia rimasero ferite nella calca. Le vittime avevano tra i 9 e i 27 anni; 8 morirono subito dopo l’arrivo in ospedale, mentre altre due si spensero nei giorni successivi a causa delle ferite riportate. Le autorità hanno parlato di “mass casualty event”, un incidente di massa.
Durante l’esibizione di Scott il pubblico iniziò a muoversi e a spingere per avvicinarsi al palco, alcune persone rimasero schiacciate, non riuscirono più a respirare e persero i sensi. La situazione generò il panico e causò la calca. Il rapper non fermò il concerto in quanto, disse, non si accorse della gravità della situazione.
di: Francesca LASI
FOTO: ANSA/EPA/PINO MISURACA BELGIUM OUT