EPA/ZURAB KURTSIKIDZE

I dimostranti fanno irruzione in Parlamento contro la nuova legge-bavaglio. 50 feriti tra i poliziotti

Scontri tra manifestanti e polizia nel centro di Tbilisi, in Georgia, a causa della nuova legge sugli “agenti stranieri” che potrebbe limitare la stampa e secondo i critici mina le speranze di adesione all’Ue del Paese del Caucaso meridionale.

Sono diventate virali sui social le immagini di una donna che davanti al parlamento di Tbilisi sventola una bandiera dell’Unione europea resistendo agli idranti della polizia.

La donna, con la mascherina e la borsa al braccio, agita la bandiera blu con le stelle gialle, schivando il getto dei cannoni ad acqua, mentre attorno a lei altri manifestanti vengono trascinati via dalla forza dell’acqua. Quando comincia a cedere, diversi manifestanti le corrono accanto e la proteggono formando un muro umano in grado di resistere al getto d’acqua e passandosi l’un l’altro la bandiera per non farla cadere.

I manifestanti durante la notte hanno cercato di entrare nel Parlamento, sfondando le recinzioni di ferro e lanciando molotov contro le forze speciali, che tentavano di respingerli con cannoni ad acqua per disperderli. Sono stati arrestati 66 manifestanti e circa 50 poliziotti sono rimasti feriti.

La presidente della Georgia, Salome Zurabishvili, attualmente in visita a New York, si è rivolta ai partecipanti alle proteste contro il controverso disegno di legge sugli “agenti stranieri” e ha espresso loro il suo sostegno. «Mi rivolgo a voi che rappresentate la Georgia libera. La Georgia che vede il suo futuro in Europa e non permetterà a nessuno di privarla di questo futuro» ha dichiarato promettendo di porre il veto. Il parlamento di Tbilisi ha però la possibilità di annullare il veto presidenziale, come fece l’anno scorso sulla legge sulle intercettazioni, che era stata criticata dall’Unione Europea e dagli attivisti per i diritti umani.

Il parlamento georgiano ha approvato in prima lettura le due bozze di un progetto di legge che mira a introdurre nuove norme per il controllo dei cosiddetti agenti stranieri. A essere più colpiti dalle misure sono però i media. La legge, sostenuta dal partito di governo Sogno Georgiano, ricalca quella già presente in Russia. Secondo quanto riportato da Ukrainska Pravda, hanno votato a favore 76 deputati, mentre 13 parlamentari si sono espressi contro.

Lo stesso Charles Michel, presidente del Consiglio dell’Unione, ha espresso la sua perplessità sul testo in un tweet: “forte preoccupazione per gli sviluppi in Georgia. Il diritto alla protesta pacifica è alla base di ogni democrazia. L’adozione di questa legge sull’ “influenza straniera non è compatibile con il percorso dell’Ue auspicato dalla maggioranza dei georgiani“.

Solidarietà è arrivata anche dal premier ucraino Volodymyr Zelensky che nel suo consueto discorso serale alla nazione ha parlato della situazione in Georgia, auspicando un “successo democratico, un successo europeo”. «Non c’è ucraino – ha detto Zelensky – che non auguri il successo alla nostra amica Georgia».

di: Caterina MAGGI

aggiornamenti: Micaela FERRARO

FOTO: EPA/ZURAB KURTSIKIDZE