Le Guardie della Rivoluzione iraniana accusano le ultime vignette pubblicate nel giornale che prendono di mira Khamenei e le esecuzioni dei manifestanti
«I musulmani prima o poi si vendicheranno dei responsabili per aver pubblicato vignette che prendono in giro il leader Ali Khamenei»: così il capo in comando delle Guardie rivoluzionarie iraniane Hossein Salami ha minacciato la redazione di Charlie Hebdo, aggiungendo: «puoi arrestare i vendicatori ma non puoi resuscitare i morti».
Il settimanale satirico ha da poco pubblicato una serie di caricature che prendono di mira il regime iraniano. Nel nuovo numero, in arrivo nelle edicole dall’11 gennaio, Charlie Hebdo si scaglia contro Khamenei, irriso per le esecuzioni dei manifestanti impiccati in Iran nell’ambito delle proteste esplose in tutto il Paese che si protraggono ormai da mesi, a fronte di una durissima repressione dei mullah.
«Questi individui francesi pensino al suo destino» prosegue Salami che ricorda anche l’attentato di cui è stato vittima lo scrittore Salman Rushdie, accoltellato a New York lo scorso agosto. Era stato proprio il defunto leader iraniano Khomeini a lanciare nel 1989 una Fatwa nei confronti dell’autore dei Versetti satanici, accusato di aver insultato Maometto.
Il braccio di ferro fra Teheran e Parigi era iniziato già lo scorso giovedì quando le autorità iraniane avevano annunciato la chiusura dell’Istituto francese di Ricerca nel Paese, proprio in occasione della pubblicazione di alcune vignette di Charlie Hebdo per l’anniversario dell’attentato jihadista del 7 gennaio 2015 alla redazione.
Anche il presidente Mattarella ha espresso la ferma condanna della Repubblica Italiana, insieme alla sua indignazione, per la situazione in Iran all’ambasciatore della Repubblica Islamica dell’Iran, Mohammad Reza Sabouri.
Heshmatollah Tabarzadi, giornalista e segretario generale del Fronte Democratico dell’Iran è accusato di “corruzione sulla terra” e rischia la pena di morte. La notizia è stata diffusa dall’avvocato Mohammad Moghimi che ha spiegato che il giornalista è accusato di altri 20 reati.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/EPA/ABEDIN TAHERKENAREH