Il risultato di una ricerca condotta da Daniel Kahneman e Matt Killingsworth: per l’85% della popolazione il benessere economico conta
Il denaro fa la felicità. Uno di studio di neuroscienze pubblicato sulla rivista della National Academy of sciences fa calare il velo dell’ipocrisia su quanto il benessere economico incida sulla felicità dell’individuo.
La ricerca nasce da due ricercatori e dalle loro ipotesi sul tema: Daniel Kahneman, premio Nobel per l’economia, e Matt Killingsworth, un esperto di studi sulla felicità.
Il ceo di Neurovendita, Lorenzo Dornetti, ha così spiegato la ricerca: «la cosa sorprendente è che partivano da due tesi diverse. Per Kahneman la correlazione tra denaro e felicità valeva fino all’importo dei 100.000 euro, da lì in poi le due variabili erano disgiunte; per Killingsworth, invece, il tetto dei 100.000 euro non esisteva e al crescere dell’income annuale (uguale alla somma di reddito e rendimento da investimenti), cresceva sempre il livello di felicità».
L’incrocio delle due ipotesi ha permesso di arrivare ai primi rilevanti risultati sul rapporto tra denaro e felicità. L’effetto tetto dei 100.000 euro annuali, mette in luce la ricerca, esiste ma solo per il 15% di popolazione più infelice. Per il 60% della popolazione, che registra livelli di felicità tra il medio e il buono, invece, l’effetto tetto si annulla: maggiori quantità di denaro a disposizione portano a livelli più alti di felicità. Infine per i superfelici, il 25% della popolazione, le crescite dell’income elevate producono livelli di benessere molto intensi.
Il risultato, dunque, ci dice che per l’85% della popolazione i soldi sarebbero proprio il segreto della felicità, mettendo fine a un dibattito che va avanti da secoli.
di: Alessia MALCAUS
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