La giustizia ha fatto il suo corso, ma sono passati 40 anni e l’uomo è morto

È stato risolto dopo 40 anni in Australia un grosso cold case sullo stupratore seriale ribattezzato dai giornali “la bestia di Bondi”, che tra il 1985 e il 2001 commise decine di stupri intorno al quartiere balneare di Bondi a Sydney. Si tratta di Keith Simms, uomo apparentemente normale con moglie, figli e nipoti, morto a 66 anni lo scorso febbraio.

Fu un caso molto seguito a livello mediatico: le indagini fallirono perché per molto tempo i 31 casi di stupro vennero indagati singolarmente e solo a distanza di 20 anni si cominciò a capire che dietro c’era probabilmente la stessa mano.

Anche allora, venne trovata una traccia di Dna corrispondente sui corpi di cinque diverse donne ma non si riusciva a collegare a nessuno: solo nel 2016 i miglioramenti nelle tecnologie di analisi del DNA permisero di riaprire il caso, e nel 2019 si arrivò a restringere il campo di appartenenza dei campioni prelevati dalle vittime a 324 persone, fino a concentrarsi su una sola di loro, Simms, morto però diversi mesi prima.

Alla polizia, i familiari hanno detto di non aver mai avuto idea che Simms potesse aver nascosto colpe così gravi per così tanti anni della sua vita.

di: Micaela FERRARO

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