Tomorrowland si colloca al primo posto tra gli appuntamenti musicali più importanti al mondo: scenografie, aftermovie e ambientazione lo rendono un fenomeno globale
In Belgio c’è un posto fortemente legato alla musica, in particolare ad un festival che da 19 anni è noto in tutto il mondo per la sua grandezza e unicità. Parliamo del parco De Schorre di Boom, cittadina a metà strada tra Bruxelles e Anversa, dove si tiene il Tomorrowland, uno dei più importanti appuntamenti dedicati alla musica elettronica (EDM). L’idea è nata dai fratelli Manu e Michiel Beers, all’epoca vogliosi di creare un evento simile al Mysteryland dei Paesi Bassi. Il giorno zero sembra essere il 14 agosto 2005, ma la storia è iniziata a fine anni ’90 quando una festa per gli scout si è trasformata lentamente in frequenti party studenteschi nelle discoteche, e infine è sfociata in un’intuizione brillante: il Tomorrowland. Con l’aiuto della ID&T (azienda olandese operante nel settore dell’intrattenimento dal 1990), i fratelli Beers hanno fatto nascere uno spettacolo che, negli anni, è stato capace di mantenersi sano e forte di fronte alla concorrenza, ma soprattutto, di diffondersi grazie a delle caratteristiche ineguagliabili.
Esclusività, lusso…e fortuna
L’unicità del Tomorrowland è data da diversi elementi, e l’ambientazione fantasy è probabilmente l’aspetto che lo rende il festival più emblematico in assoluto. L’obiettivo è non ripetersi mai. Ogni anno, infatti, i temi delle scenografie cambiano, ma l’attenzione rimane sempre altissima: per l’allestimento totale serve un mese e il lavoro di 1500 persone. Ogni piccolo angolo deve dare l’impressione di essere parte di un mondo idilliaco, orientato a far vivere ai partecipanti un’esperienza divina in un luogo altrettanto incantevole, una location accompagnata da 12 ore ininterrotte giornaliere di musica, attrazioni, coriandoli, fontane d’acqua e fuochi d’artificio. Può essere definito una specie di luna park musicale, dove al posto di salire sulle giostre, si passa da un palco all’altro per ascoltare i dj migliori del panorama della dance e dell’elettronica. È come se si entrasse in un universo parallelo che sprigiona energia, unione e colori in quantità enormi. Lo slogan del festival è infatti Plur, ovvero Peace, Love, Unity, Respect, dove il rispetto significa anche zero flessibilità: chiunque provi a toccare o danneggiare gli allestimenti che si trovano all’interno del parco viene immediatamente espulso. E non solo, c’è una grandissima attenzione anche verso l’utilizzo delle droghe che sono vietate all’interno del parco. Chi infrange questa semplice regola, è bannato per sempre dal festival: un gesto che mette in mostra il senso del rispetto delle regole tipico dei Paesi del Nord.
Da 9.000 persone si è passati a più di 500.000. Già al suo primo anno di vita Tomorrowland aveva conquistato moltissime persone, ma nel 2007, grazie all’internazionalizzazione, il segnale del cambiamento è arrivato forte e chiaro: a Boom quell’anno sono arrivati 20.000 amanti della musica provenienti da Germania, Inghilterra e Francia, i palchi sono diventati 9, e la durata del festival si è estesa a due giorni. Tutte scelte decisamente azzeccate perché l’anno successivo il numero dei partecipanti è raddoppiato e nel 2009 è arrivato il primo sold out. Il primo decennio del nuovo secolo è stato caratterizzato da una forte attrazione per l’EDM, e quindi il Tomorrowland non ha fatto altro che diventare un ottimo trampolino di lancio per moltissimi dj. La musica elettronica piano piano ha iniziato a conquistare il mondo, spinta da personaggi quali Bob Sinclar, David Guetta, che sono diventati dei veri e propri fenomeni, ai quali succederà una stirpe di prodigi che rivoluzioneranno la figura del DJ-Producer: un personaggio non più da nascondere ma da venerare e da piazzare al centro del palcoscenico. Nel 2010 i biglietti venduti sono arrivati a 90.000, di questi quasi un terzo erano destinati al DreamVille, il campeggio a tema vicino al parco, uno dei tanti servizi che l’organizzazione quell’anno ha iniziato ad offrire ai partecipanti. Il festival dei fratelli Beers, però, è tutt’altro che economico, il ticket di base per il giorno singolo prevede una tariffa che supera ampiamente i 100 euro, a questo possono essere aggiunte offerte supplementari: catering, servizi a bordo piscina/ ai tavoli, accessi a zone esclusive, e la Mansion, una villa lussuosissima per 12 persone il cui prezzo è di 20.000 euro.


Partecipare al Tomorrowland richiede però anche fortuna e velocità d’acquisto. Escludendo infatti i pacchetti viaggio organizzati direttamente da Tomorrowland, che si possono acquistare sul sito 6 mesi prima, i biglietti standard hanno bisogno di una pre-registrazione che permette di poter far parte di una lista d’attesa. Solitamente tutti i ticket vanno sold out in pochissimo tempo, non si parla di giorni ma di qualche ora. Soltanto dopo essere stati accettati, viene spedito un cofanetto con all’interno un braccialetto elettronico che deve essere attivato con i propri dati e poi utilizzato come biglietto d’ingresso e portafoglio virtuale sul quale caricare il denaro, o meglio i pearls, la moneta con cui pagare dentro al parco. Nel 2012, il Tomorrowland è stato insignito a Miami dall’International Dance Music Award come “Miglior festival musicale”. Tutti gli anni la gente che prova ad accaparrarsi un biglietto per il noto festival è talmente più numerosa dei biglietti disponibili che per far “partecipare” tutti, già nel 2011 era stato lanciato il canale ufficiale su YouTube dal quale guardare interviste, dirette, e riprese dei backstage. I video che vengono caricati non riprendono soltanto chi si trova sopra al palco e chi suona ma anche tutto quello che succede all’interno del parco: l’entusiasmo della folla, striscioni, bandiere, e molto altro. Inutile dirlo, questi video fanno milioni di visualizzazioni.
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Dal 2010 a oggi
Gli anni che vanno dal 2010 al 2014 sono stati fondamentali per il festival perché è riuscito a rafforzare la sua posizione, estendendo nel 2011 la durata a tre giorni, contando oltre 120.000 partecipanti. Nel 2012, invece, si è toccata la soglia 180.000 spettatori ed è stato introdotto il concetto di “Global Journey”, pacchetti viaggio che includono voli e alloggi che facilitano la partecipazione dei fan internazionali, provenienti da oltre 75 paesi diversi. E poi il 2013, anno in cui si sono festeggiati i 10 anni di vita. Quell’anno Tomorrowland ha regalato ai partecipanti una line-up pazzesca, con dj famosissimi tra cui Avicii, Tiësto e Hardwell. Gli anni successivi sono andati sempre meglio: nel 2015 è nato Tomorrowland Brasil e nel 2016 Tomorrowland Unite, manifestazione coordinata in più città che è stata capace di far vivere ai fan la magia del festival in diversi Paesi del mondo. Il 2018 è stato invece l’anno del Tomorrowland Winter, una nuova area del festival collocata sulle Alpi francesi che è riuscita ad unire lo splendore delle montagne innevate con la musica elettronica. Il 2020, invece, anche il festival lo ricorda come l’anno del Covid-19: la pausa imposta dalla pandemia è stat però trasformata dal Tomorrowland in una versione dell’evento virtuale grazie all’adesione di artisti di alto livello che sono entrati nelle case di tutti tramite il web. Il 2022 è invece stato l’anno del ritorno.
2024
Due weekend di fuoco, così possono essere descritte le giornate organizzate dal festival più atteso dell’anno. 500.000 persone spalmate in 6 giorni di pura follia e divertimento: dal 19 al 28 luglio ben 16 palchi e un’infinita line-up hanno decorato la scena. Il tema di quest’ultima edizione è stato “Life”, ovvero “vita” ed è stato pensato dagli organizzatori per collegarlo a “Elixir of Life” del 2016, un’occasione per celebrare la natura, la meraviglia della vita, e la connessione tra le persone. La portata principale è stata ovviamente il Main Stage su cui sono saliti gli ospiti più importanti: 3 Are Legends, il collettivo formato dal duo Dimitri Vegas & Like Mike più Steve Aoki, Öwnboss, W&W, Kölsch, la Swedish House Mafia e Armin van Buuren, Lost Frequencies, la Swedish House Mafia e Hardwell, Don Diablo, Dimitri Vegas & Like Mike affiancati da Steve Aoki. Anche il Freedom Stage non è stato da meno, e ha regalato due ore di set by Sebastian Ingrosso B2B Steve Angello, e Salvatore Ganacci. Dulcis in fundo, sul palco del Tomorrowland sono saliti, nella serata di domenica 28 luglio, Tiësto e David Guetta, 55 e 56 anni ma ancora esageratamente sul pezzo e al passo con i tempi. Tra gli altri vale la pena citare i Meduza, Alesso, Sara Landry, Anyma, Nervo, Tale of Us, Armin Van Buuren, Amelie Lens, Vintage Culture, Keinemusik, I Hate Models, James Hype, ed Eliza Rose.
La redazione de Il Mondo SMCE è riuscita a fare qualche domanda al disc jockey e produttore discografico, Rudeejay, pseudonimo di Rodolfo Seràgnoli.
Quando hai iniziato a fare musica? Come ti sei approcciato al mondo di quella elettronica?
«Ho iniziato nel 2000, spinto dalla passione trasmessa ascoltando ogni giorno il Deejay Time e la Deejay Parade di Albertino su Radio Deejay».
Qual è il festival più importante a cui hai partecipato? Dove ti sei divertito di più? Qual è stato il pubblico migliore e caloroso che hai trovato?
«Una sola risposta per tutte e tre le domande: il Nameless Festival!».
Quest’anno sono quasi 20 anni che si svolge il Tomorrowland, è veramente il miglior festival di musica elettronica al mondo?
«Sì, lo è, soprattutto in un momento storico dove la musica elettronica da ballare (altresì EDM) sta vivendo una sorta di “restringimento”, mentre ogni volta che si svolge il Tomorrowland l’attenzione viene nuovamente focalizzata da parte di tutti su quella corrente che tanto ci ha portato fortuna…».
Diversi artisti hanno portato più volte i tuoi mashup su importanti palchi, tra questi il Tomorrowland, com’è stato? Sei fiero del lavoro svolto fino ad ora?
«È sempre e da sempre un’emozione incredibile che, di conseguenza, rende sì fierissimi del lavoro svolto fino ad ora pur non accontentandosi mai…».
Qual è la differenza tra il Nameless Festival e il Tomorrowland? A quale sei più legato, vista la tua tripla partecipazione al primo?
«Il primo è un riferimento su scala nazionale/ europea, il secondo su scala mondiale: data la tripla partecipazione al Nameless Festival (2019, 2022, 2024), non posso che considerarlo come una sorta di casa! Mi piacerebbe invece poter partecipare almeno una volta nella vita al Tomorrowland».
Oggi per un dj conta più essere molto bravo oppure avere tanto seguito?
«Se sei un bravo DJ, il seguito arriva da sé…».
Impatto sociale e culturale
Tomorrowland, però, non è soltanto un evento musicale, con il passare degli anni è diventato anche un fenomeno culturale grazie alla promozione di molti valori tra cui il rispetto, l’unità e l’amore, i quali raccolgono le “People of Tomorrow”. Il festival si impegna a svolgere beneficenza e a salvaguardare l’ambiente con iniziative come la Tomorrowland Foundation, capace di dimostrare una forte responsabilità sociale. Anche l’inclusione non manca, è infatti un evento aperto a tutti, dal teenager all’adulto che ha voglia di divertirsi a suo modo. È un evento poliedrico, apprezzato anche dalla politica locale: quest’anno, infatti, Charles Michel, premier belga, e alcuni ministri hanno passato qualche ora tra la folla.
Dal piccolo fenomeno locale quale era inizialmente il Tomorrowland è diventato qualcosa di enorme, di globale, che ha cambiato il mondo dei festival di musica dance ed elettronica. Si è trasformato in un simbolo di umanità, creatività e innovazione, sviluppando un’identità impareggiabile che continuerà a lasciare a bocca aperta generazioni e generazioni. “Vogliamo migliorarci ogni anno, dal cibo, alla selezione dei dj, fino ai dettagli scenici – ha detto Debby Wilmsen, la responsabile della comunicazione interna e delle relazioni con la stampa di Tomorrowland – Tentiamo sempre di offrire nuovi talenti, i top DJ internazionali, gli artisti locali, nuovi stage host, performance speciali e back to back memorabili. Cerchiamo di rappresentare ogni stile, genere e sottogenere della musica elettronica. Tomorrowland è la passione di oltre 200 persone che lavorano ogni giorno per creare la magia“, ha concluso.
La progettazione del festival ha inizio a settembre dell’anno precedente, e da lì è tutto un susseguirsi di idee che hanno l’obiettivo di rendere il tutto magico. È come se fosse la giostra più bella del parco giochi e tutti volessero salirci per poi non scendere più. Esibirsi sul Main Stage nell’orario di punta è la maggiore aspirazione di ogni disc jockey, un sogno che si realizza. Quest’anno, per la quarta volta (la terza consecutiva), Tomorrowland ha vinto il premio per il miglior festival del mondo nella DJ Mag Top 100 Festivals 2024: la vetta della classifica venne raggiunta la prima volta nel 2019 quando a votare furono i migliori dj, e poi nel 2022 quando invece a votare fu il pubblico. Oggi la corona è ancora in Belgio e possiamo essere quasi totalmente certi che ci rimarrà per molti anni, il Tomorrowland infatti vuole continuare a conservare la speranza di un pianeta unito dall’amore per la musica.
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di: Alice GEMMA
FOTO: Hatim Kaghat/Belga via ZUMA Press