Lo ha detto il premier uscente libanese secondo cui la mediazione Usa garantirebbe il mantenimento dell’intesa per la spartizione delle risorse energetiche marittime
La rielezione di Benjiamin Netanyahu in Israele non sembra preoccupare il Libano sul mantenimento dei termini dell’accordo energetico siglato con Lapid. A dirlo è il premier uscente Najib Miqati che non crede alle minacce di Bibi che in campagna elettorale ha parlato di neutralizzazione dell’intesa per la spartizione delle risorse energetiche marittime.
Un annullamento in tal senso sarebbe un duro colpo per il Libano che, oltre a fronteggiare una crisi finanziaria senza precedenti che si sta trasformando anche in catastrofe umanitaria, da ieri è senza capo di Stato, dopo le dimissioni del presidente Michel Aoun un giorno prima della scadenza del suo mandato.
Miqati conta soprattutto sulla mediazione statunitense condotta da Amos Hochstein che, parlando con i giornalisti libanesi, aveva detto di aspettarsi una prosecuzione dei termini dell’accordo pur nelle rispettive transizioni politiche dei due Paesi.
«Non abbiamo paura di un cambiamento nelle autorità in Israele – ha dichiarato Miqati da Algeri, dov’è in corso la riunione della Lega Araba. – Che vinca Netanyahu o qualcun altro, nessuno può ostacolare questo accordo».
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/EPA/WAEL HAMZEH