Gli azzurri del rugby tornano ad affrontare il torneo internazionale più antico e affascinante. Storia, numeri, curiosità e termini tecnici per non affrontare l’evento impreparati
Conto alla rovescia per la 25esima edizione del Sei Nazioni, il torneo annuale di rugby a 15 tra le squadre nazionali di Francia, Galles, Inghilterra, Irlanda, Italia e Scozia. Considerando anche le edizioni dell’Home Nations Championship e del Cinque Nazioni, è la 130ª in assoluto: il torneo più antico del rugby.
Noto per motivi di sponsorizzazione come 2024 Guinness Six Nations Championship a seguito di accordo di partnership commerciale con il birrificio irlandese Guinness, è in programma dal 2 febbraio, con Francia – Irlanda (campione in carica), al 15 marzo, con Francia – Inghilterra.
Il torneo si svolge da sempre con la formula del girone unico all’italiana con gare di sola andata a campi alternati ogni anno, ovvero ogni anno ogni squadra gioca in casa con le squadre di cui nella stagione precedente era stata ospite e viceversa. L’Italia giocherà all’Olimpico domenica 3 febbraio contro l’Inghilterra e sabato 9 marzo, contro la Scozia.
Storia, numeri e curiosità

Il Sei Nazioni nasce dall’Home Championship (1883), divenuto poi torneo Cinque nazioni nel 1910, per diventare infine l’attuale torneo 6 Nations con l’ingresso della nazionale italiana nel 2000. Il rugby era nato esattamente mezzo secolo prima (nel 1823), nella cittadina inglese omonima, quando un certo William Ellis, decise di infrangere le regole del calcio e, preso il pallone in mano, si mise a correre tenendolo stretto al petto: acclamato dalla folla, diede il via al nuovo gioco. Nel 1871 si adottò la palla ovale con l’esplicita intenzione di renderla difficilmente controllabile con i piedi e non rischiare di “tornare” al calcio. In Italia il rugby apparve all’inizio del secolo.
Dopo 12 anni di occasionali incontri amichevoli tra le squadre, il primo Home Championship, comprendente Inghilterra, Irlanda, Scozia e Galles venne giocato nel 1883. L’Inghilterra e la Scozia disputano ciascuna tre partite mentre Irlanda e Galles solo due (non si incontrano tra di loro). L’Inghilterra conquista il primo posto della classifica. L’anno dopo si svolge il primo Championship completo dato che si incontrano anche Irlanda e Galles. Vince ancora la Rosa d’Inghilterra che si aggiudica la Triple Crown, o Triplice Corona, l’ambito trofeo che premia la squadra britannica che batte tutte le altre nella stessa edizione. Ma è anche l’anno della “grande disputa” sul regolamento tra Inghilterra e Scozia che porterà a una serie di problemi internazionali, risolti solo nel 1890.
Il Cinque Nazioni si concretizza nell’inverno dei 1910. Facendo seguito a Inghilterra (1906), Galles (1908) e Irlanda (1909), la Scozia decide di affrontare – dopo non poche incertezze – la Francia in un incontro annuale. Dopo 21 anni, l’Inghilterra torna a vincere il titolo. Nel 1913, la Francia viene rimproverata per l’indisciplina del pubblico durante Francia – Scozia. La Scozia si rifiuta di proseguire la partita. L’Inghilterra, battendo tutte le avversarie, realizza per la prima volta nella storia dei torneo il Grande Slam.
Sospeso nei periodi di guerra, la Francia si aggiudica il campionato per la prima volta nel 59, a 49 anni dalla sua ammissione e, nel’68, riesce nel Grande Slam. Nel 1972 la politica torna nel torneo: Il Cinque Nazioni non viene completato a causa della situazione irlandese: la Scozia e il Galles si rifiutano di giocare a Dublino.
Nel ‘93 viene istituito il Championship Trophy, la coppa che premia il vincitore dei torneo. Fino a quel momento non esisteva un premio fisico per il vincitore, se non la Calcutta Cup, ottenuta fondendo le rupie che costituivano il residuo di cassa dei Calcutta Football Club all’atto dello scioglimento avvenuto nel 1877 e assegnata ogni anno alla vincitrice di Inghilterra-Scozia.

Nel 1998 nasce ufficialmente il Sei Nazioni, con l’invito a partecipare all’Italia, che esordisce nel 2000 contro i campioni in carica della Scozia (34 a 20). Nel 2001, gli azzurri entrano tra i record della competizione con… il maggior numero di punti subiti (80, dall’Inghilterra). La prima vittoria degli azzurri avviene nel 2003, dopo 14 sconfitte, battendo il Galles, a cui cede il Cucchiaio di legno. Nel 2007 arrivano due vittorie.
Dal 2017 il torneo adotta il metodo di punteggio dell’Emisfero Sud per stilare la classifica, ovvero: 4 punti per la vittoria; 2 punti per il pareggio; 0 punti per la sconfitta; 1 punto di bonus per la squadra sconfitta con 7 o meno punti di scarto; 1 punto di bonus per la o le squadre che in un singolo incontro segnino almeno 4 mete. In aggiunta a ciò, Six Nations Rugby ha previsto anche un bonus straordinario di 3 punti alla squadra che vinca tutti gli incontri di un’edizione, al fine di assicurarle la matematica vittoria del torneo.
L’edizione del 2020 fu la più lunga della storia della competizione: iniziata il 1º febbraio, terminò il 31 ottobre a causa della sospensione dell’attività agonistica facente seguito all’esplosione della pandemia di Covid: il governo di Dublino negò il visto d’ingresso agli italiani per via dei primi casi di infezione da Coronavirus in Lombardia, con conseguente rinvio dell’incontro; a marzo il governo italiano impose il lockdown su tutto il territorio, con il blocco di ogni attività non essenziale a partire da quelle sportive. Il rinvio riguardò quattro incontri, tutta la quinta giornata e Irlanda – Italia della quarta. Il torneo riprese a ottobre a porte chiuse, alla fine, vinse l’Inghilterra.
In conclusione, in testa all’Albo d’oro ci sono Inghilterra e Galles, con 39 vittorie; segue la Francia con 26, l’Irlanda con 23 e la Scozia con 22. La classifica dei Grandi Slam, l’Inghiletrra è in testa con 13, seguono il Galles (12), Francia (10), Irlanda (4) e Scozia (3).
Trofei e goliardia

Durante ogni edizione di torneo vengono assegnati diversi trofei, sia messi in palio per iniziativa delle federazioni, sia assegnati dal comitato organizzatore della competizione. In ordine di anzianità di istituzione sono: Il trofeo della Triple Crown, la Calcutta Cup (1883), in palio tra Inghilterra e Scozia; Millennium Trophy (1988), in palio tra Inghilterra e Irlanda; Centenary Quaich (1988), in palio tra Irlanda e Scozia; Triple Crown (2006), in palio tra le quattro squadre delle Isole britanniche e riservato a quella di esse che in una singola edizione di torneo sconfigga le altre tre; riconoscimento simbolico fino al 2005, dall’edizione successiva il raggiungimento di tale traguardo è premiato con un trofeo ideato dall’allora sponsor del Sei Nazioni, Royal Bank of Scotland; Trofeo Giuseppe Garibaldi (2007), in palio tra Italia e Francia; Trofeo Auld Alliance (2018), in palio tra Francia e Scozia; Doddie Weir Cup (2019), in palio tra Galles e Scozia; Cuttitta Cup (2022), in palio tra Italia e Scozia, dedicata al rugbista e allenatore Massimo, ucciso dal Covid a 54 anni nel 2021.
Escluso il Trofeo Garibaldi, La Scozia è l’unica partecipante al torneo ad avere un premio in palio per ogni suo incontro: nell’ipotesi che vincesse un torneo con il Grande Slam, si aggiudicherebbe anche tutti i premi in palio contro le avversarie di turno più la Triple Crown.
Oltre al Grande Slam, termine ideato dalla stampa nel ‘57 e poi ufficializzato, c’è il suo opposto, il Whitewash, riconoscimento goliardico alla squadra che totalizzi solo sconfitte in un’edizione di torneo; ai tempi in cui non vigeva la classifica con il sistema a bonus significava anche concludere con zero punti.
Infine, c’è il Cucchiaio di legno, anch’esso riconoscimento goliardico ideato dagli studenti dell’Università di Oxford a fine XIX secolo, il termine fu associato al rugby in occasione dell’incontro del Championship 1894 quando Galles e Irlanda lottavano per evitare l’ultimo posto. Il termine, purtroppo, è uno di quelli più conosciuti dai tifosi italiani.
A più di qualcuno piace ovale

Secondo i dati di World Rugby, la fanbase della palla ovale conta 793 milioni di persone mentre sono 9,1 milioni i praticanti, un numero che comprende sia chi gioca con regolarità sia chi lo pratica saltuariamente. Come metro di paragone, il calcio conta 3,5 miliardi di appassionati e 250 milioni di giocatori, ed è al primo posto tra gli sport più seguiti; il rugby si piazza al 6°. Un buon risultato di popolarità, confermato anche dall’audience europea del Sei Nazioni, che oscilla tra i 5 e gli 11 milioni, con una media di 8,3 milioni di telespettatori a partita.
Inoltre, secondo le ricerche, il numero di fan nei mercati emergenti a cui sta guardando con maggiore interesse il rugby (Brasile, Cina, India, Messico e Stati Uniti) è cresciuto del 50%. Dei 338 milioni di persone che si considerano appassionati reali, la classifica vede in testa Cina e Stati Uniti con circa 33 milioni di fan, mentre alle loro spalle si piazza l’India a quota 25 milioni di appassionati. Tra le nazioni di stampo rugbistico, quella che può contare sul maggior numero di fan è la Francia (20 milioni).
La ricerca ha evidenziato che gli appassionati hanno un’età media di 36 anni e che le donne rappresentano il 36% delle fan totali nel mondo. Nei mercati come Africa, Asia, Nord e Sud America, il 63% delle persone si è avvicinata al rugby dopo essere aver conosciuto il rugby a 7 o a 10. L’ammissione ai giochi olimpici del rugby a 7 nel 2016, a Rio de Janeiro, è stato un viatico importante per diffondere la passione per questo sport e nell’edizione parigina sarà uno degli appuntamenti più importanti.
Sei Nazioni femminile

Nel 1996 viene istituito il Women’s Home Nations’ Championship (traducibile come campionato femminile delle Nazioni costitutive, cioè del Regno Unito) tra le quattro neonate federazioni rugbistiche delle isole britanniche. Dal 2007 si disputa tra le selezioni nazionali femminili di Francia, Galles, Inghilterra, Irlanda, Italia e Scozia. Al 2023 solo Galles, Inghilterra e Scozia hanno preso parte a tutte le 28 edizioni disputate.
La nazionale che vanta il maggior numero di successi è l’Inghilterra, che ha vinto 19 volte il torneo, 17 delle quali con il Grande Slam; a seguire la Francia, 6 volte con 5 Grandi Slam; 2 volte l’Irlanda con un Grande Slam e una volta la Scozia, anch’essa con lo Slam. Per quanto riguarda le tre squadre fuori dal palmarès, la Spagna vanta come miglior risultato tre terzi posti, il Galles tre secondi posti e l’Italia un secondo posto.
Vocabolario per principianti
Conoscere le origini e gli aneddoti della palla ovale può far fare bella figura durante le conversazioni ma, purtroppo, risulterà inutile nel momento in cui si assiste ad una partita: il linguaggio dei commentatori è, come in ogni sport, molto tecnico e incomprensibile ai neofiti.
Qui c’è un dizionario da tenere a portata di mano per “tradurre” le telecronache.
di Giulia Guidi
foto ANSA – SHUTTERSTOCK