I carabinieri hanno rinvenuto numerose tracce biologiche ed ematiche nell’appartamento dove è stata uccisa Tramontano
Mentre continuano gli accertamenti nell’abitazione in cui vivevano Giulia Tramontano e il suo assassino, Alessandro Impagnatiello, si fa strada l’ipotesi della premeditazione. Nell’appartamento, nel garage e nella cantina i carabinieri hanno rinvenuto numerose tracce biologiche ed ematiche, come anche sul coltello indicato come arma del delitto.
Secondo gli inquirenti Impagnatiello intendeva “prima di simulare una sparizione della giovane, quindi di fingere un suicidio, laddove il suo corpo fosse stato trovato“, l’omicida avrebbe pianificato il crimine qualche giorno prima, secondo quanto emerge anche dalle ricerche su internet fatte da Impagnatiello come “ceramica bruciata vasca da bagno” fatta pochi minuti prima che la vittima rientrasse in casa. Inoltre cinque o 6 giorni prima avrebbe cercato anche “veleno topi umano” e nell’abitazione è stata sequestrata un topicida.
Secondo quanto si apprende la Procura di Milano intende procedere con una richiesta di processo con rito immediato alla conclusione delle indagini. Fonti qualificate riferiscono di un ordine definito “maniacale” nell’abitazione dove è stato compiuto il delitto, facendo presagire a comportamenti “ossessivo compulsivi” dell’omicida. Dalla Procura si precisa inoltre che “l’omicidio l’ha fatto tutto da solo e sul resto, ossia l’ipotesi che qualcuno possa averlo aiutato a nascondere il corpo o a ripulire non ci sono elementi, nessun riscontro. Possiamo dire che il caso è chiuso“.
Una delle ipotesi degli inquirenti è che Giulia Tramontano sia stata uccisa da Alessandro Impagnatiello con un unico taglio recidendole la gola. L’assassino avrebbe agito arrivando alle spalle della donna.
di: Flavia DELL’ERTOLE
FOTO: ANSA/BRUNATI