La drammatica storia di Stefano Marini
Il Tribunale civile di Cagliari ha riconosciuto a Stefano Marini un risarcimento di 15.348 euro per “trattamento inumano e degradante”. Marini ha infatti passato cinque anni all’interno del carcere (attualmente dismesso) di Buoncammino vivendo in celle affollate più della capienza consentita con topi, scarafaggi e blatte.
Stefano Marini, però, è morto da più di anno e mezzo.
La vicenda è stata ricostruita dall’Unione Sarda. Secondo il giudice del Tribunale civile il trattamento a cui è stato sottoposto Marini è una violazione Convenzione europea per i diritti dell’uomo. L’ex detenuto una volta uscito dal carcere era divenuto un clochard e fu rinvenuto morto il 26 ottobre 2021 in un giardino di un’abitazione privata. Aveva 57 anni.
Marini, assistito dall’avvocato Pier Andrea Setzu, aveva fatto causa al Ministero della Giustizia per le condizioni in cui aveva passato i cinque anni in carcere tra il 2009 e il 2015, l’esito del processo è arrivato pochi giorni fa. «All’esito dell’istruttoria si deve ritenere che su 2110 giorni di reclusione, Stefano Marini aveva trascorso la maggior parte del tempo in celle nelle quali, per la presenza di arredi fissi da scomputare dalla superficie complessiva, non gli era stato garantito lo spazio minimo di tre metri quadrati» si legge nelle motivazioni.
Ma Marini quelle motivazioni non le leggerà mai.
di: Flavia DELL’ERTOLE
FOTO: PIXABAY