Il lungo voto indiano si concluderà il 1° giugno, dopo sei settimane. L’AI ha avuto un ruolo importante nella comunicazione politica
Un video dell’attore di Bollywood Aamir Khan che prende in giro il partito di governo Bharatiya Janata Party (BJP) per non aver mantenuto la promessa decennale di depositare 1,5 milioni di rupie indiane (18.000 dollari) sul conto bancario di ogni cittadino indiano è diventato virale nel corso dell’ultima campagna elettorale. La voce nel video sembra proprio quella di Khan e la sequenza si conclude con un appello agli elettori a sostenere il partito di opposizione. Il giorno seguente, l’attore ha liquidato il video definendolo “falso e completamente falso”: era stato manipolato con l’intelligenza artificiale. Ma è solo un esempio di come questa tecnologia sia stata utilizzata nelle 18esime elezioni generali in corso in India dal 19 aprile e che si concluderanno il 1° giugno.
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Deepfake non fake
L’intelligenza artificiale è utilizzata da oltre un decennio dalla politica indiana e il BJP è stato in prima linea nello sfruttamento degli strumenti digitali. Già durante le elezioni generali del 2014, il partito aveva utilizzato strumenti basati sull’intelligenza artificiale per indirizzare gli elettori con messaggi personalizzati, creando un precedente nell’integrazione della tecnologia nelle strategie politiche. «Da allora, l’intelligenza artificiale ha fatto passi da gigante, influenzando il modo in cui vengono condotte le campagne, ma anche creando contestazioni», ha osservato su The Diplomat Patarlapati Nagaraju dell’Università di Osmania in India.

L’India è stata testimone del primo utilizzo noto di un video deepfake “ufficiale” durante le elezioni dell’Assemblea legislativa di Delhi nel febbraio 2020. Due video manipolati mostravano Manoj Tiwari, l’allora presidente dell’unità di Delhi del BJP. In uno lo si vede parlare in inglese e in un altro, in Haryanvi, per connettersi con uno specifico gruppo demografico di elettori. Sebbene il BJP abbia cercato di giustificare la sua azione affermando di aver utilizzato la tecnologia dell’intelligenza artificiale in modo positivo per comunicare il messaggio di un leader del BJP e non per deridere un rivale, i video hanno innescato un’accesa discussione poiché sollevavano preoccupazione sul potenziale uso e abuso dell’intelligenza artificiale per la disinformare e manipolare le campagne politiche.
Il valore della tecnologia dell’intelligenza artificiale nella comunicazione e nel raggiungimento di popolazioni diverse è stato sottolineato durante la manifestazione culturale Kashi Tamil Sangamam a Varanasi. All’inaugurazione del 17 dicembre 2023 è salito sul palco il primo ministro Narendra Modi. Mentre pronunciava il discorso inaugurale, uno strumento di traduzione basato sull’intelligenza artificiale chiamato Bhashini era al lavoro per tradurre in tempo reale il discorso di Modi in hindi in tamil. Questa straordinaria impresa non solo ha colmato il divario linguistico, ma ha anche segnato un balzo in avanti nell’abilità tecnologica dell’India, dimostrando il potenziale dell’intelligenza artificiale nel promuovere la comunicazione interculturale.
Il discorso tradotto è stato poi trasmesso sulle piattaforme dei social media, raggiungendo migliaia di persone che non parlano hindi e che non avevano mai sentito prima il primo ministro parlare la loro lingua. Era solo l’inizio. Da allora, i discorsi di Modi vengono tradotti anche in kannada, bengalese, telugu, punjabi, marathi, odia e malayalam utilizzando l’intelligenza artificiale.
L’uso di Bhashini all’evento di Varanasi è stato un precursore dell’uso della tecnologia da parte dei leader politici per rendere i loro messaggi accessibili a un pubblico indiano diversificato, abbattendo le barriere linguistiche e garantendo inclusività nella comunicazione. Ha suscitato reazioni contrastanti: mentre molti hanno applaudito gli sforzi del BJP per entrare in contatto con le persone di diverse regioni, altri hanno sollevato preoccupazioni sull’autenticità delle traduzioni e sul rischio di interpretazioni errate.
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Le elezioni più grandi del mondo

Se le elezioni generali indiane del 2019 si sono guadagnate il nome di “elezioni sui social media” a causa dell’ampio utilizzo delle piattaforme di social media da parte di tutti i partiti per la campagna elettorale, le elezioni generali in corso in India stanno testimoniando l’emergere dell’intelligenza artificiale come strumento fondamentale nelle strategie politiche.
Nell’arco di sei settimane e sette fasi, le elezioni generali indiane stanno vedendo il maggior numero di elettori al mondo esprimersi per esercitare il proprio diritto di voto. Alle sfide logistiche legate allo svolgimento di un’elezione per un elettorato così massiccio si aggiungono le spese per la propaganda. Nelle elezioni del 2019, si stima che siano stati spesi 7 miliardi dalla commissione elettorale, dai partiti politici e dai candidati. Probabilmente le elezioni del 2024 saranno ancora più costose .
«Il massiccio aumento della produzione di contenuti e lo spostamento verso la diffusione digitale evidenziano un cambiamento nel modo in cui vengono trasmessi i messaggi politici, in particolare con il rapido aumento del consumo di contenuti politici tra le famiglie rurali» ha detto a The Diplomat Vinay Deshpande, chief product officer di Rajneethi, una delle principali organizzazioni indiane di consulenza per la gestione politica. «Questo cambiamento sottolinea l’importanza delle narrazioni digitali rispetto alle tradizionali manifestazioni fisiche, segnando una nuova era nelle strategie elettorali», ha aggiunto.
Mentre gli elettori urbani percepiscono le chiamate non richieste come un fastidio, i consulenti politici affermano che gli utenti rurali spesso avvertono un elevato senso di importanza dopo aver ricevuto chiamate da persone in posizioni elevate. O, almeno, credono di averle ricevute. «Gli elettori di solito vogliono che il candidato si avvicini a loro; vogliono che il candidato parli con loro. E quando il candidato non può andare porta a porta, le chiamate basate sull’intelligenza artificiale diventano un buon modo per raggiungerlo», ha affermato Abhishek Pasupulety, dirigente tecnologico di iToConnect, azienda indiana specializzata in questo servizio.
In Libano Presidente Hal
Inoltre, si prevede che l’intelligenza artificiale contribuirà in modo significativo a snellire il processo elettorale e a renderlo più efficiente. Secondo Sagar Vishnoi, attivista politico indiano e specialista in comunicazione, «uno dei principali vantaggi dell’integrazione dell’intelligenza artificiale nelle campagne elettorali è che ridurrà in modo significativo i costi, farà risparmiare tempo e migliorerà l’efficienza e la produttività complessive». «Tradizionalmente, i partiti politici si affidavano a call center gestiti da lavoratori e volontari, o utilizzavano sistemi IVR (ndr: risposta vocale interattiva) per la sensibilizzazione – spiega -. Con l’intelligenza artificiale, questi costi possono essere ridotti fino a 50 volte, offrendo una soluzione più economica per la comunicazione e il coinvolgimento con gli elettori». Con l’integrazione dell’intelligenza artificiale, i partiti politici e i governi saranno in grado di “accelerare drasticamente la velocità di conduzione dei sondaggi», ha affermato Vishnoi, aggiungendo che «ciò che tradizionalmente richiedeva mesi per essere completato ora può essere realizzato in un solo giorno».
Secondo Deshpande, tuttavia, l’uso dell’intelligenza artificiale nella politica indiana «ha comportato sia risparmi che maggiori spese. Ha facilitato un aumento significativo della produzione di contenuti digitali, fino a venti volte superiore, senza espandere la forza lavoro. Tuttavia, questa efficienza non si è tradotta in una riduzione dei costi. Piuttosto, si registra un crescente investimento nella tecnologia per soddisfare la domanda di contenuti digitali più avanzati. Pertanto, se da un lato l’intelligenza artificiale semplifica alcuni processi, dall’altro fa anche aumentare le spese tecnologiche, consumando una quota maggiore dei budget dei partiti».
Se utilizzata in modo appropriato, l’intelligenza artificiale ha il potenziale per raccogliere rapidamente feedback da un vasto numero di persone, da milioni a decine di milioni, e visualizzare risultati in tempo reale su una dashboard per scopi analitici. Questa efficienza va oltre i sondaggi; l’intelligenza artificiale può anche essere utilizzata per l’analisi del sentiment, i processi di reclutamento e selezione e per aiutare i leader politici a vario titolo.
Vantaggi, preoccupazioni e resurrezioni
Ma non mancano le preoccupazioni, soprattutto per i video deepfake. Durante le elezioni dell’assemblea di Telangana dello scorso anno, un video mostrava l’allora primo ministro Kalvakuntla Chandrasekhar Rao e altri politici del Bharat Rashtra Samithi che esortavano gli elettori a sostenere il partito rivale. La BRS ha accusato i rivali di utilizzare la tecnologia deepfake e l’intelligenza artificiale per creare e diffondere contenuti “audio e video falsi” contro la BRS.
Nel febbraio di quest’anno, il partito di opposizione ha ulteriormente alimentato le polemiche sull’intelligenza artificiale pubblicando un video che parodiava il primo ministro Modi su Instagram. Il frammento, estratto da un album di musica hindi intitolato “Chor” (ladro), critica Modi per aver facilitato il trasferimento di risorse ai magnati del business. Un meme basato sull’intelligenza artificiale utilizza la voce e i volti del premier per sottolineare le critiche dell’opposizione al favoreggiamento del primo ministro nei confronti degli uomini d’affari indiani miliardari.

L’intelligenza artificiale è stata anche utile per “resuscitare” leader defunti. Il Dravida Munnetra Kazhagam, partito che è al potere nel Tamil Nadu, ha fatto rivivere il fondatore, Muthuvel Karunanidhi. Il compianto era un rinomato oratore e il suo avatar AI tiene discorsi lodando la leadership di suo figlio e successore Muthuvel Karunanidhi Stalin, che è il presidente del DMK e attuale primo ministro del Tamil Nadu.
Secondo Senthil Nayagam, fondatore di Muonium, un’azienda di tecnologia multimediale basata sui video fatti intelligenza artificiale, nel contesto dell’intelligenza artificiale generativa che emerge come «straordinaria innovazione pronta a rivoluzionare il nostro mondo, la politica è diventata una delle aree profondamente influenzate da questa tecnologia». «Il deepfake rappresenta un progresso significativo alimentato dall’intelligenza artificiale – prosegue Nayagam, affermando di considerare etico il deep fake – finché non devia nella creazione di contenuti non correlati o nella manipolazione dell’opinione pubblica”. E prosegue: «Tuttavia, l’incombente minaccia della disinformazione, soprattutto durante le elezioni, sottolinea la necessità di vigilanza. Sebbene attualmente non esista una legge che regoli questa tecnologia, è essenziale chiedere il permesso, in particolare quando si rappresentano figure decedute». «L’eredità dei politici, spesso conservata in libri, registrazioni e altri media, è soggetta a reinterpretazione – ha concluso Nayagam -. Anche se ricreare tali contenuti potrebbe non essere di per sé illegale, l’inserimento di parole inventate rischia di fuorviare gli elettori».
Dubbi. Molti dubbi
La traduzione dei discorsi in tempo reale facilitata dall’intelligenza artificiale agevola la trasmissione di messaggi agli elettori che parlano lingue diverse. Ma comporta anche dei rischi poiché la traduzione in tempo reale è complicata. Una lingua ha molte sfumature e la maggior parte dei modelli di intelligenza artificiale, costruiti all’estero, non conoscono il contesto culturale indiano. Anche un piccolo errore di pronuncia può portare ad un conflitto. Come ha sottolineato Ankit Lal, stratega e consulente della campagna politica indiana, «la traduzione vocale abilitata dall’intelligenza artificiale da una lingua indiana a un’altra è ancora lontana dall’essere perfetta. L’unico modo per migliorarlo è utilizzare più dati, il che è un esercizio che richiede tempo». Secondo Lal, un modo per risolvere questo problema è «passare il contenuto generato dall’intelligenza artificiale attraverso un editor umano, che abbia una migliore comprensione delle due lingue e del contesto, e successivamente con una “revisione tra pari” per prendersi cura del contesto culturale e della sensibilità». Il modo in cui l’intelligenza artificiale potrebbe diffondere bugie e distorcere i fatti è una grande preoccupazione. Se in passato le persone «condividevano teorie del complotto nei testi, ora l’intelligenza artificiale può trasformare quelle stesse bugie nei video utilizzando i volti e le voci di personaggi famosi».
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Non solo India. Recentemente Microsoft ha lanciato un avvertimento riguardo al possibile impiego da parte della Cina di contenuti generati dall’intelligenza artificiale per influenzare l’opinione pubblica e promuovere i propri interessi geopolitici. Questi contenuti, comprendenti meme, video e audio, potrebbero essere diffusi per influenzare i risultati elettorali, anche se l’impatto immediato potrebbe essere limitato. «L’India non dispone di un buon modo per tracciare i contenuti realizzati dall’intelligenza artificiale. Quindi, fermare le interferenze subdole è difficile», spiega Lal, aggiungendo che le grandi piattaforme come Meta, Google e X sono più brave a gestire questa situazione. «Le autorità elettorali indiane dovrebbero dialogare con queste piattaforme e istituire un sistema per proteggere le elezioni da cattivi contenuti di intelligenza artificiale», ha affermato.
L’integrazione della tecnologia dell’intelligenza artificiale nel panorama politico indiano segna un cambiamento significativo nel modo in cui vengono condotte le campagne e diffusi i messaggi. Dalla traduzione vocale in tempo reale ai video deepfake, l’intelligenza artificiale presenta sia opportunità che sfide per gli attori politici. Sebbene faciliti la comunicazione interculturale e migliori l’efficienza della campagna, le preoccupazioni relative all’autenticità, alla disinformazione e alle interferenze straniere incombono.
di Giulia GUIDI
foto Ansa