Nel filmato il 23enne dichiarava: “quando sarò sepolto suonate musica gioiosa”
Non si placa la durissima repressione del regime alle proteste che da circa tre mesi stanno scuotendo l’Iran. Tra le vittime anche il 23enne Majidreza Rahnavard, giustiziato in pubblico lunedì scorso a Mashhad dopo 23 giorni di arresto e un processo farsa. Nelle scorse ore è stato diffuso un video, una sorta di testamento in cui il giovane wrestler, accusato di “moharebeh” (“guerra contro Dio), risponde alla domanda di un giornalista su quali fossero le sue ultime volontà.
«Quando sarò sepolto non voglio pianti o che leggiate il Corano. Festeggiate e suonate musica gioiosa» dichiara Rahnavard nel filmato, diffuso da una tv locale della provincia di Khorasan, di cui è capoluogo Mashhad.
Stando a quanto riferito da BBC Persia, la casa della famiglia del 23enne è stata vandalizzata il giorno dopo l’impiccagione. In alcune immagini pubblicate sui social si vedono le finestre dell’abitazione rotte e scritte sui muri. Il governo ha impedito i funerali ma un certo numero di persone si è radunato intorno alla casa di Rahnavard e ha urlato slogan contro la Repubblica islamica.
di: Francesca LASI
FOTO: ANSA/EPA/CLEMENS BILAN