Altre due condanne a morte tra i manifestanti, l’accusa: aver ucciso un militare
Ha un curriculum criminale di tutto rispetto, tanto che è stato più volte denunciato per violazione dei diritti umani, l’ex esponente dei Pasdaran Ahmadreza Radan divenuto nuovo capo delle forze di polizia su ordine della guida suprema dell’Iran, Ali Khamenei. Radan, ex membro delle Guardie Rivoluzionarie è già membro della Polizia Morale, è già stato vice capo della polizia, coinvolto nella violenta repressione del Movimento Verde del 2009.
Ahmadreza Radan al posto di Hossein Ashtari mentre proseguono le proteste in tutto il Paese, dopo che il suo predecessore è stato defenestrato da Khamenei con l’accusa di “incompetenza” nel reprimere le proteste.
Teheran strangolata dalla repressione
Anche oggi sono state eseguite altre due condanne a morte in relazione alle proteste e ai disordini scoppiati lo scorso settembre dopo la morte della giovane Mahsa Amini e proseguite per ormai oltre tre mesi, mettendo in difficoltà dopo anni il regime degli ayatollah e il suo braccio armato nelle strade di Teheran, la polizia morale.
Secondo quanto riferito da Mizan Online, agenzia di stampa legata alla magistratura, i due uomini sarebbero Mohammad Mahdi Karami e Seyyed Mohammad Hosseini e sono stati giustiziati tramite impiccagione per l’omicidio di un paramilitare Basij, Ruhollah Ajamian, avvenuto durante le proteste. L’avvocato di uno dei due, Seyyed, ha denunciato di non aver potuto incontrare il proprio assistito durante gli interrogatori.
Hollywood al fianco dei manifestanti
Cate Blanchett, Jason Momoa, Samuel L.Jackson, ma anche Jada Pinkett Smith e Bryan Cranston: sono oltre 50 gli esponenti dell’industria cinematografica e dello spettacolo, tra attori, produttori e registi, che hanno partecipato ad un appello all’Iran perché fermi le esecuzioni di partecipanti alle proteste, riportato dall’Hollywood Reporter.
In un videomessaggio prodotto e realizzato da tre donne irano-americane tra le più acclamate del settore cinema a stelle e strisce, la sceneggiatrice Nicole Najafi, la regista e produttrice Ana Lily Amirpour e l’attrice Mozhan Marnò, gli attori ed altri esponenti dello showbusiness americano appaiono in immagini in cui mostrano il cartello con l’hashtag #StopExecutionsinIran. «Noi siamo con il popolo iraniano nella sua lotta per la libertà – si dice nel video – Migliaia di dimostranti sono stati arrestati. Alcuni sono già stati messi a morte. Molti altri sono in pericolo. Ma il mondo sta guardando».
Dagli Usa arriva anche la condanna “nella maniera più forte possibile” ai “processi farsa e le esecuzioni” dei manifestanti nel Paese. Lo scrive su Twitter il portavoce del dipartimento di stato americano Ned Price, spiegando che “queste esecuzioni sono una componente chiave del tentativo del regime di reprimere le proteste. Continuiamo a lavorare con i nostri partner per perseguire Teheran per la sua brutale repressione“.
di: Caterina MAGGI
FOTO: EPA/ANTONIO PEDRO SANTOS