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Non sarebbero state prese misure adeguate per gestire le 400 tonnellate di piombe arse nell’incendio del 2019

È stato designato un magistrato per indagare in merito all’ipotesi di reato di messa in pericolo per la vita altrui in relazione alla denuncia di emissioni di piombo nell’aria del 15 aprile 2019, giorno dell’incendio della cattedrale di Notre-Dame de Paris.

France Press, citando fonti giudiziarie, precisa che la denuncia era stata depositata a giugno da un’associazione per la difesa della salute, il sindacato Cgt, e alcuni genitori dei bimbi iscritti nelle scuole del quartiere.

Nell’incendio vennero arse 400 tonnellate di piombo contenute nel tetto e nella guglia centrale della Cattedrale, “circa quattro volte le emissioni annuali di piombo nell’atmosfera della Francia intera” hanno spiegato presentando la denuncia.

Malgrado la portata dell’incendio e la conoscenza dei rischi di inquinamento e di contaminazione, nei tre mesi successivi all’incendio nessuna precauzione è stata presa dalle autorità competenti“, hanno denunciato, finendo per mettere in pericolo “bambini, gli abitanti della zona e i lavoratori“. Le misure di salvaguardia sarebbero dovute essere prese dall’Agenzia regionale per la Salute, la polizia, il comune di Parigi e il ministero della Cultura.

L’avvocato François Lafforgue si è detto soddisfatto dell’apertura del fascicolo e ha chiesto “rapide indagini affinché vengano individuate responsabilità circa la contaminazione di bimbi scolarizzati o che vivono in prossimità di Notre-Dame nonché sulla massiccia esposizione dei lavoratori presenti nel cantiere“.

di: Flavia DELL’ERTOLE

FOTO: ANSA/EPA/PHILIPPE WOJAZER