Il ceo del social assicura una “politica di tolleranza zero” contro il terrorismo

Dopo gli avvertimenti del commissario per il Mercato interno dell’Unione europea, Thierry Breton, TikTok risponde. Il rispetto del Digital Services Act, gli obblighi comunitari sulla moderazione dei contenuti, stanno mettendo in difficoltà le principali piattaforme che con l’esplosione del conflitto in Medio Oriente si trovano a dover moderare una quantità ancora maggiore di contenuti, in particolare violenti e di incitamento all’odio.

Il colosso cinese risponde assicurando una immediata mobilitazione di risorse e personale “contro il terrorismo“. Il ceo Shou Zi Chew ha dichiarato di essere “scioccati e sconvolti dagli orribili atti di terrore in Israele la scorsa settimana” oltre che “profondamente rattristati dall’intensificarsi della crisi umanitaria in corso a Gaza“.

«Non tolleriamo tentativi di incitamento alla violenza o di diffusione di ideologie odiose. Abbiamo una politica di tolleranza zero verso i contenuti che elogiano organizzazioni e individui violenti e che incitano all’odio, – spiega TikTok, – e tali organizzazioni e individui non sono ammessi sulla nostra piattaforma».

Il commissario aveva allertato le piattaforme in particolare sui “contenuti violenti che ritraggono la presa di ostaggi e altri video grafici“. Il compito di questi social, ricorda Breton, è quello di differenziare “le fonti affidabili dalla propaganda terroristica e dai contenuti manipolati, come video riproposti di festival o raduni di massa non correlati“. Una regola che non vale solo per la guerra in Palestina, ma che a breve toccherà anche le elezioni in Polonia, Paesi Bassi, Lituania, Belgio, Croazia, Romania e Austria, fino alle Europee 2024.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EPA/HOW HWEE YOUNG