Washington

Intanto si blindano New York e Los Angeles. Bragg: Trump ha creato “falsa aspettativa arresto”

Da giorni negli States si attende la decisione della procura di Manhattan sull’ex presidente Donald Trump. Neanche oggi, 23 marzo, secondo i media Usa il Gran Giurì tratterà la questione dell’ex presidente pur riunendosi.

Secondo il Daily Mail la l’incriminazione potrebbe avere luogo la prossima settimana, mentre Fox parla della possibilità della decisione di non procedere del procuratore Alvin Bragg.

L’incertezza sulla data della decisione è data dal fatto che dalla procura non è arrivata nessuna notifica, il timore di possibili scontri violenti però, fa alzare il livello di allerta e la polizia ha iniziato a presidiare il tribunale di Manhattan e la Trump Tower, ma anche Los Angeles è blindata.

Sui media statunitensi si ventila anche l’ipotesi che Trump, in caso di incriminazione, potrebbe farsi arrestare in favore di telecamera. Lo stesso ex presidente avrebbe fatto battute ai suoi collaboratori sulla possibilità di sorridere ai media durante l’arresto.

I giurati potrebbero assistere alle testimonianze di testimoni o il procuratore Bragg potrebbe presentare formalmente le accuse e sottoporle al voto della giuria. L’incriminazione dell’ex presidente non sarà, comunque, rivelata finché non verrà desegretata da un giudice.

Secondo Bragg, lo stesso Donald Trump ha creato la “falsa aspettativa” che sarebbe stato arrestato.

Intanto un sondaggio condotto da Reuters/Ipsos mette in luce lo stato d’animo dei cittadini: la metà degli statunitensi è convinta che l’indagine sia motivata politicamente, ma il 70% ritiene credibile che Donald Trump abbia pagato Daniels (l’89% per gli elettori democratici e il 50% per i repubblicani).

di: Flavia DELL’ERTOLE

FOTO: ANSA/EPA/SHAWN THEW