EPA/JASON SZENES

Usa piastrelle per replicare la forma dei pixel, e “terrorizza” i muri della Ville Lumiere

Si chiama Invader, cioè invasore, e con la sua cazzuola “terrorizza” ( e valorizza) i muri di Parigi. Stiamo parlando di un’artista diventato famoso nella capitale francese per aver apposto su un muro un mosaico di un marziano, tratto dal pionieristico videogioco del 1978 Space Invaders.

Ne parla il New York Times in un articolo che ne ripercorre le artistiche gesta in un’intervista. “Tutto è iniziato lungo una stretta strada di ciottoli vicino a Place de la Bastille – si legge – ma in un anno ne aveva già appesi altri 146 a monumenti, ponti e marciapiedi”.

Artista o manigoldo?

Usando piastrelle quadrate, del tipo che si utilizza per decorare il bagno, riproduce la forma dei pixel. E come in generale per molti street artist, quello che fa non è propriamente legale. È stato già arrestato in passato mentre cercava di cementare sul muro di una chiesa, ma non è stato invece preso quando lo chiusero all’interno del museo del Louvre. Dopo 25 anni dalla sua prima apparizione ancora oggi i suoi mosaici spuntano da ogni angolo di Parigi. Diventando quindi così un tratto estetico peculiare e unico della già magica capitale francese. Finora Invader ha installato più di 4.000 pezzi in 32 paesi, di cui circa 1.500 di questi solo a Parigi.

Addirittura molti cittadini “hanno dato vita a squadre di volontari per riparare quelli danneggiati e sostituire quelli trafugati mentre c’è chi pianifica i propri fine settimana e le vacanze per andare a scovarli“. Come per molti street artist, da Banksi a Obey, anche Invader è diventato un creatore di capolavori che giuridicamente dovrebbero essere sanzionati, ma socialmente sono ricercatissimi. Basti pensare che nonostante usi lo pseudonimo all’Hotel de Ville, il municipio di Parigi, una mostra che celebra la street art porta come esempio proprio una sua opera. L’artista ironizza: «cosa succederà la prossima volta che la polizia mi fermerà per strada alle 4 del mattino? Chiederanno un mio autografo o m’arresteranno?”.

Spiando nella vita di Invader

L’artista, scrive il quotidiano statunitense “è cresciuto in un sobborgo di Parigi con una camera oscura in casa e si è laureato alla famosa École des Beaux-Arts. È “vicino ai 50”. È un nuotatore e vegetariano, l’unica motivazione che ha aggiunto al suo lavoro. Vende copie dei suoi mosaici a mostre e aste e pubblica libri da sé. Nel corso degli anni i suoi riferimenti culturali e storici si sono ampliati. A Parigi, alcuni di questi lavori sembrano uno scherzo, altri una canzone d’amore“. 

di: Caterina MAGGI

FOTO: EPA/JASON SZENES