Per Valditara l’elemento più preoccupante del rapporto è il divario nord-sud
Quando si parla di scuola, l’Italia è un Paese spaccato in due: è questa la fotografia del Rapporto Invalsi 2023 presentato oggi, 12 luglio, che conferma uno scenario preoccupante.
Il primo dato negativo è che solo il 51% degli studenti raggiunge almeno il livello base di comprensione testuale: vale a dire che uno studente su due non capisce ciò che legge.
Il dato medio diventa ancora più drammatico se lo si scorpora a livello regionale, con uno scarto anche di 23 punti percentuali fra Nord e Sud. Anche in matematica, il livello base è soddisfatto dal 50% degli studenti, e in questo caso il divario arriva anche al 31%.
Complessivamente il rendimento è peggiorato, con i livelli di italiano e matematica più bassi rispetto al 2019 e 2021, sostanzialmente in linea con quelli del 2022.
Secondo il presidente di Invalsi Roberto Ricci, “è giusto dire che assistiamo ad un effetto long covid”, poiché “si fatica a tornare ai livelli pre covid“. Conferma i timori anche il ministro Valditara: «l’elemento di preoccupazione è il solito: l’Italia è divisa in due con ragazzi del mezzogiorno fortemente pregiudicati nelle opportunità formative e occupazionali rispetto agli studenti di aree più avvantaggiate del Paese».
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/GIUSEPPE LAMI