Secondo un ingegnere spagnolo i cinque a bordo del sommergibile si sono resi conto di quanto stesse succedendo
L’ingegnere spagnolo José Luis Martín sostiene che i cinque a bordo del sommergibile Titan si sarebbero resi conto di quanto stesse succedendo negli ultimi minuti della loro vita. Martín sostiene che è possibile come un guasto elettrico abbia potuto far perdere stabilità al mezzo che, lasciato senza propulsione, avrebbe iniziato a precipitare nella profondità degli abissi con l’oblò rivolto verso il basso.
I passeggeri, dunque, sarebbero stato consapevoli di quanto stesse succedendo durante il minuto trascorso al buio mentre il sommergibile dai 1.700 metri ha iniziato la discesa, mentre l’implosione è avvenuta a circa 2.500 metri di profondità.
L’ingegnere ha detto di immaginare “la paura e l’agonia. Deve essere stato come un film dell’orrore” dei cinque a bordo che per circa 48-71 secondi si sono resi conto di quanto stesse succedendo, prima dell’implosione.
Intanto la polizia canadese sta analizzando se siano state infrante “leggi penali, federali o provinciali“, il sovrintendente della Royal Canadian Mounted Police, Kent Osmond, ha spiegato che una squadra di investigatori è al lavoro con “l’unico scopo” di determinare se un’indagine penale sarebbe giustificata.
di: Flavia DELL’ERTOLE
FOTO: ANSA