matteo garrone

Il film del regista romano potrebbe far tornare in Italia la statuetta (che manca dal 2014) e anche a Berlino spicca il cinema italiano

L’Academy ha annunciato le nomination ai Premi Oscar 2024. Nella 96esima edizione dei premi più prestigiosi del cinema spicca il nome di Matteo Garrone, candidato con Io capitano come miglior film internazionale. Una possibile rivincita dato che il film del regista romano era già arrivato tra i finalisti ai Golden Globe ma è stato battuto dalla pellicola francese – vincitrice anche della Palma d’OroAnatomia di una caduta, della regista francese Justine Triet.

Il film – già vincitore del Leone d’argento per la miglior regia alla 80ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia – , scritto insieme all’attivista ivoriano Kouassi Pli Adama Mamadou, Massimo Gaudioso, Andrea Tagliaferri e Massimo Ceccherini è un’opera collettiva – spiega Garronenasce dalla fusione del mio sguardo di regista con i racconti autentici dei sopravvissuti”. La pellicola narra infatti il viaggio di Seydou e Moussa che dal Dakar arrivano in Europa tra le difficoltà del deserto, gli orrori dei centri di detenzione della Libia e i pericoli del Mediterraneo.

ANSA/ETTORE FERRARI

Per Garrone – che ha già conquistato in carriera il Grand Prix Speciale della Giuria al Festival di Cannes, cinque European Film Awards, 7 David di Donatello – è la prima volta agli Oscar e ha commentato così la notizia: «è una grande soddisfazione e siamo felici che l’avventura continui. Nella speranza che il film, che parla della storia di Seydou, venga visto da un numero sempre maggiore di spettatori in tutto il mondo». 

L’ultima pellicola ad aver portato in Italia l’Oscar come miglior film internazionale è stata  La grande bellezza di Paolo Sorrentino nel 2014 e sempre Sorrentino è stato l’ultimo regista italiano a ricevere la nomination nel 2022 con È stata la mano di Dio.

Gli altri in corsa verso l’Oscar 

Per il miglior film sono candidati: American fiction, Anatomia di una caduta, Barbie, The holdovers, Killers of the flower moon, Maestro, Oppenheimer, Past lives, Poor things, La zona d’interesse.

Si contendono la statuetta come miglior regia: Justine Triet per Anatomia di una caduta, Martin Scorsese per Killers of the flower moon, Christopher Nolan per Oppenheimer, Yorgos Lanthimos per Poor things e Jonathan Glazer per La zona d’interesse.

Per il miglior attore protagonista la sfida è tra: Bradley Cooper (Maestro), Colman Domingo (Rustin), Paul Giamatti (The holdovers), Cillian Murphy (Oppenheimer), Jeffrey Wright (American fiction). Mentre le attrici nominate sono: Annette Bening (Nyad), Lily Gladstone (Killers of the flower moon), Sandra Huller (Anatomia di una caduta), Carey Mulligan (Maestro), Emma Stone (Poor things).

In corsa come miglior attore non protagonista i candidati sono: Sterling Brown (American Fiction), Robert De Niro (Killers of the flower moon), Robert Downey J (Oppenheimer), Ryan Gosling (Barbie), Mark Ruffalo (Poor things); le attrici non protagoniste invece sono: Emily Blunt (Oppenheimer), Danielle Brooks (The color purple), America Ferrera (Barbie), Jodie Foster (Nyad), Da’vine Joy Randolph (The holdovers).

I candidati per la la miglior sceneggiatura non originale sono: American fiction (Cord Jefferson), Barbie (Greta Gerwig, Noah Baumbach), Oppenheimer (Christopher Nolan), Poor Things (Tony McNamara), The zone of interest (Jonathan Glazer).

I candidati per la miglior sceneggiatura originale i candidati sono: Anatomia di una caduta (Justine Triet e Arthur Harari), The holdovers (David Hemingson), Maestro (Bradley Cooper e Josh Singer), May December (Samy Burch), Past lives (Celine Song).

Insieme a Matteo Garrone a contendersi la statuetta per il miglior film straniero ci sono: Wim Wenders con Perfect days (Giappone), Juan Antonio Garcia Bayona con La società della neve (Spagna), İlker Çatak con The teachers’ lounge (Germania) e Jonathan Glazer con La zona d’interesse (Regno Unito).

EPA/ALLISON DINNER

Per la miglior canzone sono candidati: The fire inside (Diane Warren), I’m just Ken (Mark Ronson e Andrew Wyatt), It never went away (Jon Batiste e Dan Wilson), Wahzhazhe (Scott George), What was I made for? (Billie Eilish e Finneas O’Connel). Mentre le nomination per la miglior colonna sonora vanno a: American Fiction (Laura Karpman), Indiana Jones and the dial of destiny (John Williams), Killers of the flower moon (Robbie Robertson), Oppenheimer (Ludwig Goransson) e Poor things (Jerskin Fendrix). Per la categoria costumi i candidati sono: Jaqueline Durran (Barbie), Jaqueline West (Killers of the flower moon), Janty Yates e Dave Crossman (Napoleon), Ellen Mirojnick (Oppenheimer), Holly Waddington (Poor Things).

Per il trucco in lizza agli Oscar sono: Golda (Karen Hartley Thomas, Suzi Battersby e Ashra Kelly-Blue), Maestro (Kazu Hiro, Kay Georgiou, Lory McCoy-Bell), Oppenheimer (Luisa Abel), Poor Things (Nadia Stacey, Mark Coulier, Josh Weston), Society of the snow (Ana Lopez Puigcerver, David Marti, Montse Ribè).

Per la categoria miglior film d’animazione le pellicole candidate sono: The boy and the heron (Hayao Miyazaki e Toshio Suzuki), Elemental (Peter Sohn e Denise Ream), Nimona (Nick Bruno, Troy Quane, Karen Ryan e Julie Zakary), Robot Dreams (Pablo Berger, Ibon Corbenzana, Ignasi Estapè, Sandra Tapia Diaz), Spider-man: across the spider-verse (Kemp Powers, Justin Thompson, Phil Lord, Christopher Miller, Amy Pascal). Mentre si contendono la statuetta per il miglior documentario: Bobi Wine – The people’s president (Moses Bwayo, Christopher Sharp e John Battsek), The eternal memory, Four daughters (Kaouther Ben Hania e Nadim Cheikhrouah), To kill a tiger (Nisha Pahuja, Cornelia Principe e David Oppenheim), 20 days in Mariupol (Mstyslav Chernov, Michelle Mizner, Raney Aronson-Rath). Per la categoria miglior corto documentario i candidati sono: The ABCs of book banning (Sheila Nevins e Trish Adlesic), The barber of little rock (John Hoffman e Christine Turner), Island in between (S. Leo Chiang e Jean Tsien), The last repair shop (Ben Proudfoot e Kris Bowers), Nai Nai & Wai Po (Sean Wang e Sam Davis). Si contendono il titolo di miglior corto d’animazione: Letter to a pig (Tal Kantor, Amit Gicelter), Ninety-five senses (Jerusha Hess, Jared Hess), Our Uniform (Yegane Moghaddam), Pachyderme (Sthephanie Clement, Marc Rius), War is over! (Dave Mullins, Brad Booker). I candidati al miglior cortometraggio sono: The After (Misan Harriman, Nicky Bentham), Invincible (Vincent René-Lortie, Samuel Caron), Knight of fortune (Lasse Lyskjaer Noer, Christian Norlyk), Red, white and blue (Nazrin Choudhury, Sara McFarlane), The wonderful story of Henry Sugar (Wes Anderson, Steven Rales).

Non solo Oscar

Il cinema italiano tenta la conquista anche di altri importanti premi internazionali. Sono infatti due le pellicole made in Italy che concorrono per l’Orso d’Oro, alla 74esima edizione del Festival Internazionale del Cinema di Berlino. L’annuncio arriva dal direttore artistico della kermesse Carlo Chatrian, i film candidati sono Another End di Piero Messina e Gloria! di Margherita Vicario

Il primo film, con protagonista Gael García Bernal, racconta la storia di un uomo che, grazie alla tecnologia riporta in vita la coscienza dell’amore della sua vita, ma in un altro corpo. Messina ha dichiarato: «è un onore essere invitato nella sezione ufficiale del Festival di Berlino e di questo ringrazio Carlo Chatrian. Another End è una storia d’amore. Sull’amore che vive nelle parole, tra i pensieri, nei ricordi, ma che soprattutto vive e cresce in silenzio nei corpi. Di nascosto. Come un segreto del corpo».

ANSA/ANDREA MEROLA

Gloria! è invece l’esordio alla regia dell’attrice e cantautrice Margherita Vicario, la pellicola è ambientata in un istituto femminile alla fine del 1700 con la protagonista che si unisce a un gruppo di musiciste. Nel cast spiccano: Galatea Bellugi, Carlotta Gamba, Veronica Lucchesi, Maria Vittoria Dallasta, Sara Mafodda, Paolo Rossi, Elio, Natalino Balasso, Anita Kravos, Vincenzo Crea e Jasmin Mattei. Per la regista è “una gioia immensa e un grandissimo onore per me partecipare alla competizione ufficiale della Berlinale. Gloria! è un film che ha la musica come protagonista e che usa la musica come linguaggio narrativo. È quello che ho sempre cercato di fare nel mio lavoro di cantautrice: unire cinema e musica. Gloria! è il mio primo esperimento cinematografico in questo senso e ringrazio Tempesta e tutte le mie collaboratrici e i miei collaboratori per avermi aiutato a raggiungere questo primo straordinario traguardo”.

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di: Flavia DELL’ERTOLE

FOTO: ANSA/ETTORE FERRARI