Raid in Iraq, morti due combattenti filo-Iran

Sale la tensione in tutto il Medioriente e, dopo l’attacco in Iran, ha fatto seguito un attentato anche in Iraq.

Nell’attacco sono morti un alto comandante e un altro membro di una fazione filo-iraniana a Baghdad. L’Iraq ha accusato la coalizione anti-jihadista guidata dagli Usa.

È stato colpito un quartier generale della milizia che si trova vicino all’Accademia di polizia irachena.

L’attacco in Iran

È di almeno 95 il bilancio delle vittime due esplosioni al Cimitero dei Martiri a Kerman, in Iran, dove si trova la tomba del generale Qassem Soleimani, responsabile delle Forze Quds delle Guardie della Rivoluzione ucciso in un’operazione degli Stati Uniti il 3 gennaio del 2020.

La prima delle due esplosioni è stata causata da un kamikaze secondo quanto riporta Irna citando una fonte informata. Le indagini sulla seconda esplosione sono ancora in corso ma sembra che si sia trattato di un altro attentatore suicida.

Il ministro della Sanità iraniano Bahram Einollahi ha dichiarato alla tv di Stato che il precedente bilancio di 103 vittime è stato rivisto al ribasso dopo che le autorità si sono accorte che alcuni nomi erano stati ripetuti nella lista delle persone decedute.

La Reuters ha riferito che l’Isis ha rivendicato l’attacco pubblicando una dichiarazione sui suoi canali Telegram.

La Guida suprema iraniana Ali Khamenei, citato da Irna, ha dichiarato che gli “odiosi criminali” responsabili dell’attacco avranno una “risposta severa” e la “giusta punizione”.

Stessa risposta dal presidente iraniano Ebrahim Raisi. «Indubbiamente, gli autori di questo atto vigliacco saranno presto identificati e puniti per il loro atto atroce dalle capaci forze dell’ordine e di sicurezza – ha affermato Raisi – I nemici della nazione dovrebbero sapere che tali azioni non potranno mai turbare la solida determinazione della nazione iraniana. Le esplosioni di oggi a Kerman sono crimini commessi dai nemici dell’Iran e dai mercenari del terrorismo e dell’oscurità».

Nelle scorse ore Mohammad Jamshidi, alto consigliere del presidente iraniano aveva incolpato gli Stati Uniti e Israele. «Washington dice che Stati Uniti e Israele non hanno avuto alcun ruolo nell’attacco terroristico a Kerman, in Iran. Davvero? Una volpe annusa prima la propria tana – ha scritto Jamshidi su XNon commettete errori. La responsabilità di questo crimine è dei regimi statunitense e sionista e il terrorismo è solo uno strumento».

Iran all’Onu: in corso indagini per identificare gli organizzatori

L’Iran ha inviato una lettera al segretario generale dell’Onu Antonio Guterres e al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Uniti in cui dichiara che “sono attualmente in corso indagini approfondite per identificare gli autori e gli organizzatori dietro le due esplosioni terroristiche a Kerman” e che “siamo impegnati a sfruttare tutti i meccanismi disponibili per chiederne conto ai responsabili e ai loro complici”. Teheran ha chiesto al segretario generale e il Consiglio di Sicurezza di condannare questi “atti terroristici”.

Usa: non sappiamo chi sia il responsabile

Il portavoce del Consiglio di Sicurezza nazionale Usa John Kirby ha dichiarato che le autorità statunitensi al momento non hanno informazioni sulle esplosioni. «Siamo dispiaciuti per le vittime innocenti e per le famiglie – ha affermato Kirby durante un briefing con la stampa – al momento non siamo in grado di stabilire cosa sia accaduto o chi sia il responsabile».

La condanna dell’Ue

«Questo atto di terrore ha provocato un bilancio sconvolgente di morti e feriti tra i civili – ha dichiarato un portavoce del Servizio di Azione Esterna dell’Ue – I nostri pensieri sono ora rivolti alle vittime e alle loro famiglie. I responsabili devono essere chiamati a rispondere delle loro azioni».

Nasrallah: uccisione di Al Arouri “è una palese aggressione israeliana”

Sale la tensione in Medio Oriente. Il leader di Hezbollah Hassan Nasrallah ha dichiarato che l’uccisione del numero due di Hamas Saleh Al Arouri, avvenuta il 2 gennaio a Beirut, in Libano, è “una palese aggressione israeliana”. Durante il discorso alla nazione Nasrallah ha fatto le condoglianze al leader di Hamas Ismail Haniyeh e al popolo palestinese.

«Se Israele pensa di lanciare una guerra contro il Libano, combatteremo senza limiti e senza regole» ha aggiunto Nasrallah.

La Germania invita i connazionali a lasciare il Libano

La Germania ha chiesto ai connazionali di lasciare il Libano perché non esclude un’escalation dopo l’uccisone di Al Arouri. «Tutti i cittadini tedeschi che si trovano ancora in Libano – ha scritto su X il Ministero degli Esteri tedesco – sono invitati a registrarsi nella lista di preparazione alla crisi Elefand e a lasciare il Paese il più rapidamente possibile». La richiesta giunge in seguito a una riunione dell’unità di crisi del governo tedesco.

di: Francesca LASI

FOTO: ANSA/EPA/MEHR NEWS AGENCY