Lo ammette il governo di Teheran, centinaia di casi a Qom
Il portavoce del governo Ali Bahadori Jahromi ha assicurato che si sta cercando il responsabile che ha avvelenato centinaia di alunne nella città di Qom, nel tentativo di provocare la chiusura delle scuole femminili. La notizia della serie di avvelenamenti è stata diffusa da un’autorità sanitaria.
Dalla fine di novembre, i media locali hanno riportato casi di avvelenamento respiratorio di centinaia di bambine di circa 10 anni nelle scuole della città. Il 14 febbraio, secondo quanto riporta l’agenzia Irna, i genitori si sono riuniti nel governatorato della città per “chiedere spiegazioni”. Oggi il viceministro della Salute Youness Panahi ha confermato che “l’avvelenamento è stato intenzionale” riporta Irna.
“È emerso che alcuni individui volevano che tutte le scuole, soprattutto quelle femminili, fossero chiuse”, ha detto il ministro Panahi. Non sono stati annunciati arresti. Non è esclusa la pista integralista. L’avvelenamento è stato tentato con “composti chimici disponibili non per uso militare, e non è né contagioso né trasmissibile”.
Rilasciata Ana Baneira, cittadina spagnola
L’Iran ha rilasciato una cittadina spagnola detenuta dallo scorso novembre. Lo ha comunicato il ministero degli Esteri di Madrid. La donna, Ana Baneira, 24 anni, è stata liberata ieri sera. L’annuncio ufficiale, ha detto il ministro Josè Manuel Albares, è stato posticipato ad oggi attendendo che il suo aereo decollasse in sicurezza dall’Iran.
Fonti diplomatiche spagnole avevano comunicato a Novembre l’arresto di un cittadino iberico, senza fornire altri dettagli. Le circostanze dell’arresto non sono mai state precisate, ma il periodo della detenzione coincide con il picco delle proteste in Iran. Resta nel paese ancora sconvolto dalle proteste altro cittadino spagnolo, Santiago Sanchez Cogedor, arrestato a Ottobre appena entrato in Iran. Voleva recarsi a piedi in Qatar dove si tenevano i Mondiali.
di: Caterina MAGGI
FOTO: EPA/ABEDIN TAHERKENAREH