ACQUA

In occasione della Giornata mondiale dell’acqua, il rapporto dell’Istituto svela che dal 1991 a oggi la disponibilità è diminuita del 20% nella Penisola

Oggi, 22 marzo, è la Giornata Mondiale dell’acqua. Dopo l’allarme lanciato dall’Onu, arriva un monito anche per l’Italia. Secondo l‘Ispra (Istituto superiore protezione e ricerca ambientale), la disponibilità di acqua nella Penisola è calata notevolmente negli ultimi 30 anni.

Attraverso le stime del Bigbang, il suo modello idrologico, l’Ispra ha analizzato la situazione dal 1951 al 2021. Nell’ultimo trentennio climatologico (1991-2021) la disponibilità della risorsa acqua è diminuita del 20% (440 mm) rispetto al valore di riferimento storico di 550 mm. Nel lungo periodo (1951-2021) si registra un calo del 16% in meno rispetto al valore annuo medio storico.

Secondo il Libro Bianco 2023 Valore acqua per l’Italia, presentato da The European House – Ambrosetti, la crisi idrica potrebbe mettere a rischio l’18% del Pil italiano, 320 miliardi di euro tra imprese idrovore e filiera estesa dell’acqua. Il libro indica come risposta all’emergenza un modello basato su cinque R: raccolta, ripristino, riuso, recupero e riduzione. 

Ambrosetti ha riferito che il tasso di sostituzione delle reti idriche italiane, delle quali il 25% ha più di 50 anni, è di 3,8 metri per km all’anno: sarebbero necessari 250 anni per la loro manutenzione completa.

di: Francesca LASI

FOTO: PIXABAY