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L’appello del segretario delle Nazioni Unite in chiusura della Conferenza sull’acqua

In chiusura della Conferenza delle Onu sull’acqua, il segretario generale Antonio Guterres ha lanciato un appello urgente affinché il mondo salvaguardi e modifichi le risorse idriche, nell’ottica di evitare guerre e garantire la prosperità globale.

«Tutte le speranze dell’umanità per il futuro dipendono, in qualche modo, dal tracciare una nuova rotta basata sulla scienza per dare vita all’agenda d’azione sull’acqua» ha affermato Guterres.

Le Nazioni Unite hanno lanciato un allarme sull’acqua, in occasione della sua Giornata mondiale. Secondo L’Onu la “linfa vitale” dell’umanità è sottoposta a un rischio costante e il suo consumo è “vampiresco“. La Conferenza delle Nazioni Unite sull’acqua che si svolgerà da domani (23 marzo) a venerdì a New York riunisce quasi 6.500 partecipanti.

L’Onu presentando un rapporto in merito all’acqua mette in luce anche che la carenza idrica peggiora con l’imminente rischio di una crisi globale e il mondo sta “ciecamente camminando su una strada pericolosa con l’insostenibile uso di acqua, l’inquinamento e il surriscaldamento climatico” dichiara Antonio Guterres, il segretario generale dell’Onu inoltre scrive su Twitter che “la Conferenza delle Nazioni Unite sull’acqua del 2023 di marzo deve sfociare in un’audace agenda d’azione per l’acqua che dia alla linfa vitale del nostro mondo l’impegno che merita“.

Nel report si evidenza che sono due miliardi le persone che non hanno accesso all’acqua potabile mentre 3,6 miliardi non hanno accesso a servizi sanitari affidabili. Lo studio sottolinea quindi che “la scarsità di acqua sta diventando endemica” e i dati dimostrano che l’uso di acqua è aumentato a livello globale di circa l’1% ogni anno negli ultimi 40 anni.

Rixi: cabina di regia del governo per affrontare le criticità

In occasione del convegno Aquae World Water Day 2023 è intervenuto, con un videomessaggio, il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi.

«Il tema dell’acqua in questo momento è all’attenzione a livello globale, sia per i cambiamenti climatici, sia per l’aumento dei consumi che i paesi industrializzati hanno avuto, sia nel settore agricolo che industriale. Il nostro Paese non ha mai avuto criticità, soprattutto nelle aree industriali del Nord Italia, rispetto ad un bene che veniva conservato dai ghiacciai alpini e dalle precipitazioni nevose durante gli inverni e veniva poi rilasciato a valle durante la primavera e l’estate» ha spiegato Rixi.

«In questi ultimi anni però sono cambiate le cose e anche l’Italia deve iniziarsi a preoccupare dell’andamento ondivago delle precipitazioni, soprattutto di quelle nevose. Quindi il governo ha deciso di lanciare una cabina di regia a palazzo Chigi, coordinata dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con il ministro Salvini per lanciare un primo stanziamento di 700 milioni di per realizzare 23 invasi, immediatamente cantierabili, e poi in prospettiva tre miliardi per i prossimi cinque anni – prosegue il viceministro. – Questi investimenti riguardano sia l’efficientamento del sistema di rifornimento delle città, acquedotti e invasi, pulizia degli stessi e mantenimento, sia la diminuzione dello spreco delle risorse idriche, ad esempio nel settore agricolo. Dobbiamo avere una agricoltura che utilizzi meno risorse idriche. Si sta puntando alla differenziazione delle fonti, anche con la realizzazione di desalinizzatori sulle coste e le isole minori e la creazione di invasi di piccola e media dimensione per contenere quell’acqua anche nei fiumi, che una volta veniva contenuta nei bacini nevosi. E’ un cambio di paradigma e di prospettiva e per questo il governo sta ponendo attenzione al settore idrico».

«Per quanto riguarda Roma, il nostro ministero ha deciso con l’ultima finanziaria di finanziare il raddoppio dell’acquedotto Peschiera, fondamentale per il rifornimento idrico della nostra Capitale. Oggi l’acqua torna ad essere al centro, così come lo sono i costr mari, un elemento preziosissimo e contribuirà in futuro allo sviluppo e al benessere di quelle popolazioni che saranno in grado di utilizzarlo in maniera corretta e di poterlo conservare sul proprio territorio» ha concluso Rixi.

di: Flavia DELL’ERTOLE

aggiornamenti di: Francesca LASI

FOTO: EPA/AHMED JALIL