Oltre 8.000 persone sono state uccise nella Striscia di Gaza dall’inizio del conflitto
Non si ferma la guerra in Medio Oriente.
Dopo l’irruzione di una folla di palestinesi nei magazzini dell’Unrwa a Deir el-Balah (a sud della città), la polizia di Hamas è intervenuta ed ha arrestato diverse persone. Alcune fonti locali hanno comunicato che la polizia è riuscita a recuperare la maggior parte delle quantità saccheggiate.
A Gaza sventola la bandiera israeliana
I soldati israeliani hanno innalzato la bandiera nazionale di Israele su una casa del nord della Striscia di Gaza. Secondo il “The Jerusalem Post” è la prima volta che la bandiera israeliana sventola a Gaza dal 2005, quando 21 insediamenti israeliani nell’enclave palestinese erano stati smantellati e all’esercito israeliano era stato ordinato di evacuare l’area.
Nel frattempo altri 13 palestinesi sono morti in un raid israeliano sul campo profughi di Deir al-Balah, nella Striscia di Gaza. Bombardata anche la moschea Bilal e alcuni edifici residenziali che sono stati semi-distrutti. Secondo la radio militare ci sono stati dei violenti scontri tra soldati dell’esercito d’Israele e e palestinesi armati a nord della Striscia, nei pressi del valico di Erez con lo Stato ebraico. Sembra che i miliziani, una volta usciti da un tunnel, abbiano iniziato la battaglia con i soldati. Si pensa che molti combattenti palestinesi siano rimasti uccisi. L’esercito però non ha ancora confermato la vicenda.
Onu: “a Gaza magazzini cibo presi d’assalto”
L’Onu per i rifugiati palestinesi (Unrwa) ha comunicato oggi l’inizio del collasso dell'”ordine pubblico” a Gaza dopo che diversi magazzini e centri di distribuzione di aiuti alimentari sono stati saccheggiati. “Migliaia di persone sono entrate in diversi magazzini e centri di distribuzione dell’Unrwa nella Striscia di Gaza centrale e meridionale – ha affermato l’agenzia dell’Onu in un comunicato – È un segnale preoccupante che l’ordine pubblico stia iniziando a crollare dopo tre settimane di guerra e un rigido assedio a Gaza”.
“Ad oggi, poco più di 80 camion di aiuti sono entrati a Gaza in una settimana. Sabato 28 ottobre non vi è stato alcun convoglio a causa dell’interruzione delle comunicazioni”. A scriverlo è l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa) in un comunicato pubblicato sul suo sito. “L’Unrwa, il principale attore per la ricezione e lo stoccaggio degli aiuti nella Striscia di Gaza, non è stata in grado di comunicare con le diverse parti per coordinare il passaggio del convoglio”, ha concluso la nota.
E poi è intervenuto lo ha detto il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres: «la situazione a Gaza sta diventando sempre più disperata di ora in ora. Mi rammarico che invece di una pausa umanitaria estremamente necessaria, sostenuta dalla comunità internazionale, Israele abbia intensificato le sue operazioni militari».
Israele comuncia che è stata riaperta la seconda delle tre condutture idriche che forniscono acqua alla Striscia di Gaza. Lo riferisce il Times of Israel citando il Coordinatore delle attività governative nei territori (Cogat), unità del ministero di Difesa israeliano.
Mezzaluna rossa: “evacuare ospedale al-Quds, sta per essere bombardato da Israele”
Nelle ultime 24 ore, ha fatto sapere il portavoce militare, sono stati colpiti oltre 450 obiettivi del “terrore di Hamas, inclusi centri di comando operativi, posti di osservazione e luoghi di lancio di missili anti tank”. Inoltre, secondo Hagari “l’ospedale al-Shifa, il principale di Gaza, costituisce un luogo di protezione per ‘i terroristi di Hamas”.
Proprio per questo motivo, la Mezzaluna Rossa palestinese ha comunicato che Israele ha chiesto di evacuare l’ospedale di al-Quds in quanto “sta per essere bombardato”. A riferirlo su X è la stessa Mezzaluna Rossa, come riporta in apertura il Guardian.
Le Forze di difesa israeliane hanno comunicato che le sirene di allarme per l’arrivo di missili stanno risuonando a nella città di Tel Aviv e nel centro del Paese. Nel corso della mattinata hanno risuonato due volte due volte in mezz’ora anche al confine con la Striscia di Gaza.
L’esercito israeliano ha bombardato questa mattina, 29 ottobre, alcune aree del sud del Libano con “bombe incendiarie”. Tra queste anche la zona vicino alla base Onu di Naqura, ospitante il quartier generale della missione Onu (Unifil), di cui fanno parte un migliaio di militari italiani. Non sembra però ci siano state vittime tra i civili e i militari. A comunicarlo sono i media libanesi che citano il sindaco di Naqura, Abbas Awada.
Le vittime
Il ministero della Sanità di Hamas ha dichiarato che più di 8.000 persone sono state uccise nella Striscia di Gaza dall’inizio della guerra con Israele. Metà di questi sono bambini.
La Jihad islamica ha annunciato l’uccisione di Taysir Alghouti, membro dell’Ufficio politico dell’organizzazione. Alghouti è stato colpito nella sua casa di Rafah, nel sud della Striscia, insieme alla famiglia.
di: Alice GEMMA
FOTO: ANSA / MOHAMMED SABER / PAL