Licenziato il ministro Gallant che chiedeva un passo indietro. Sospesa la riforma della giustizia
La riforma della giustizia in Israele è stata sospesa.
Come preannunciato dai media locali, il presidente Netanyahu ha annunciato il congelamento della riforma. Non si terrà però un discorso alla nazione per via delle proteste in corso. Lo stesso presidente, su Twitter, ha chiesto responsabilità ai manifestanti, per evitare ulteriori violenze, aggiungendo che “siamo tutti fratelli“.
Il leader del sindacato dei dipendenti degli aeroporti israeliani Pinchas Idan ha annunciato l’arresto immediato di tutti i decolli dall’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv. Poco prima il leader sindacale Arnor Bar David aveva preannunciato uno sciopero generale in tutto il Paese.
Bezalel Smotrich, ministro delle finanze e leader di sionismo religioso, ha dichiarato che non rinuncerà alla riforma: «non dobbiamo fermare per alcun motivo la riforma. Siamo la maggioranza non dobbiamo arrenderci alla violenza, all’anarchia, agli scioperi selvaggi, alla disobbedienza. Ci troviamo tutti alle 18 alla knesset. Non consentiremo che ci rubino i nostri voti e il nostro stato» ha scritto su Twitter. Anche Ben Gvir ha annunciato la sua partecipazione.
Continuano le proteste
Nel Paese si è consumata un’altra difficile notte di proteste dopo il licenziamento del ministro della Difesa Yoav Gallant, che aveva chiesto il fermo della riforma. Anche il presidente Herzog questa mattina ha chiesto lo stop dell’iter legislativo.
I leader delle proteste hanno indetto una manifestazione di massa davanti alla Knesset a Gerusalemme: «non consentiremo alcun compromesso che danneggi l’indipendenza della Corte Suprema». Secondo quanto riporta Sky News Arabia sarebbero almeno 100mila i manifestanti che si sono radunati e due manifestanti che stavano cercando di entrare nel palazzo del Parlamento sono stati fermati.
Ha deciso di partecipare alle proteste anche il corpo diplomatico israeliano, in tutto il mondo, infatti, stanno chiudendo le ambasciate. L’ambasciata di Israele a Roma ha spiegato la decisione di aderire alle agitazioni in un tweet: «l’Histadrùt, il maggiore sindacato israeliano, ha dato indicazione di scioperare a tutti i dipendenti governativi, incluse le missioni diplomatiche israeliane nel mondo. L’Ambasciata d’Israele rimarrà chiusa da oggi fino a nuovo avviso e non saranno forniti servizi consolari».
di: Micaela FERRARO
FOTO: ANSA/EPA/ATEF SAFADI