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In occasione di Halloween l’Ateneo ha diffuso un decalogo di consigli sulla sicurezza che racconta di una Capitale sempre più pericolosa

Ha fatto molto discutere una comunicazione diffusa dalla John Cabot University di Roma ai suoi studenti: l’ateneo privato statunitense ha infatti diffuso sui suoi canali social un decalogo per la sicurezza dei giovani nella Capitale.

L’elenco comprende indicazioni come “non andare a un party da solo“, “torna a casa sempre con un amico“, “prendi il taxi se torni tardi di sera“, “non stare in giro oltre le due“, “percorri strade illuminate“.

Proprio gli stupri costituiscono la parte centrale della comunicazione dell’Università, che ammonisce gli studenti di “non accettare bevande da chi non conosci e non lasciare incustodito il tuo drink. Se ti sei allontanato anche per qualche secondo, ordinane uno nuovo“.

Allarmismo? Non la pensa così la Maria Monteleone, magistrato che ha coordinato dal 2010 al 2020 a Roma la squadra di pm per il contrasto alle violenze sessuali.

«Le modalità erano due – spiega Monteleone, secondo cui la Capitale non è più sicura. – C’è chi si approfitta della vittima in stato di ubriachezza oppure le somministra sostanze come il Ghb, la cosiddetta droga dello stupro».

di: Marianna MANCINI

FOTO: CLAUDIO PERI