I superstiti del digiuno di massa che ha portato alla morte di oltre 300 persone sono accusati di tentato suicidio, reato in Kenya
Si è aperto oggi, a Mombasa, Kenya, il processo a 65 dei 95 seguaci della cosiddetta “setta del digiuno” di Shakaola.
I seguaci recuperati vivi sono accusati di tentato suicidio, atto considerato reato in Kenya. Le vittime del digiuno, intanto, sono salite a 318 dopo le ultime quattro riesumazioni da fosse comuni nella foresta di Shakaola.
16 membri della setta proseguono ancora ora lo sciopero della fame. Come riporta la Bbc, i procuratori di Stato stanno ora cercando di tenere in celle separate gli accusati e di sottoporli ad alimentazione forzata, ma nonostante queste precauzioni, le stazioni di polizia dove sono detenuti non hanno la capacità in termini di spazio, cibo e strutture mediche.
La setta è guidata dal predicatore Paul Mackenzie che incitava gli adepti all’astinenza a cibo e bevande “per vedere Gesù”.
di: Alessia MALCAUS
FOTO: ANSA/EPA/STR