KOALA

La popolazione del marsupiale simbolo dell’Australia è drasticamente crollata negli ultimi anni

Il koala, considerato il simbolo dell’Australia insieme al canguro, è conosciuto e amato in tutto il mondo. Recentemente, il 3 maggio, si è celebrata la Giornata Internazionale del Koala selvatico (Wild Koala Day). In realtà, c’è poco da festeggiare: il koala è una specie a rischio estinzione nel Queensland, nel Nuovo Galles del Sud e nell’Australian Capital Territory (ACT). Il marsupiale è messo alla prova dal cambiamento climatico, dagli incendi boschivi, dalla deforestazione causata dall’essere umano e non solo.

Un marsupiale peculiare

Il koala (Phascolarctos cinereus), specie iconica dell’Australia, è l’unico rappresentante vivente dei mammiferi marsupiali arrampicatori(no, non è un orsetto)e presenta diverse caratteristiche peculiari. Partiamo dal suo aspetto: orecchie arrotondate e pelose, occhi vispi, naso nero leggermente schiacciato, zampe con cinque dita prensili e artigli affilati per arrampicarsi sugli alberi, sprovvisti di coda, pelo grigiastro (a volte marrone) con una macchia bianca sul pelo, morbido, lanoso e leggermente profumato di eucalipto. Il koala, infatti, si nutre essenzialmente delle gemme e delle foglie di questa pianta, ricca di fenoli e terpeni, sostanze tossiche per molte specie, tra cui l’essere umano. Il fegato dei koala, però, è in grado di disattivare le tossine presenti nell’eucalipto. Inoltre, l’ampio intestino cieco permette loro di trarre più nutrimento possibile da una dieta piuttosto povera. Non solo profumo: il caratteristico odore balsamico consente di tenere lontani i parassiti. Sono anche molto esigenti: mangiano sì fino a un chilo al giorno di eucalipto, ma soltanto di 50 specie sulle oltre 700 disponibili. Inoltre, scelgono con cura le foglie, orientandosi per quelle in cima agli alberi, più ricche di sostanze nutritive.

Anche il suo nome comune è tutto un programma: deriva dalla parola “gula”, che in lingua daruk (una lingua aborigena australiana ormai estinta), significa “colui che non beve”. Si pensava, infatti, che i koala non bevessero acqua e traessero tutti i liquidi necessari dall’eucalipto. In realtà anche questi piccoli marsupiali si abbeverano in modi differenti, anche se più raramente. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Ethology nel 2020 e intitolato An insight into natural koala drinking behaviour, i koala leccano l’acqua che scorre sulla superficie degli alberi durante le piogge.

La masticazione è estremamente lunga, per questo ha sviluppato mandibole forti e denti robusti, utilissimi anche per difendersi. Solitamente i koala non hanno un’indole aggressiva ma reagiscono quando viene impedito loro l’allontanamento o quando si sentono minacciati. In particolare, sfogano la loro aggressività su altri koala maschi con morsi e graffi alla schiena, in una vera e propria lotta.

Un cucciolo di koala mentre dorme, Queenslad, Australia – SHUTTERSTOCK/RICHARD A WALL

L’animale passa la sua giornata sonnecchiando tra gli alberi, abbracciandone i tronchi: dorme, infatti, tra le 18 e le 20 ore al giorno. Ma perché lo fa? Da una ricerca pubblicata nel 2014 sulla rivista Biology Letters è emerso che questa posizione permette ai koala di rinfrescarsi, soprattutto nelle giornate più calde. Si tratta, quindi, di una strategia di raffreddamento: gli alberi hanno una temperatura inferiore rispetto a quella corporea, quindi “l’abbraccio” consente al koala di abbassare la propria temperatura. In questo modo, riescono a dimezzare la quantità di sudore necessaria alla termoregolazione, risparmiando acqua ed energia. L’immagine di buffi e teneri koala abbracciati immobili agli alberi ha contribuito ad alimentarne la fama di animali “pigri”, secondo una visione antropocentrica. Ma non è così: questo comportamento non solo serve a trovare refrigerio, ma si collega anche alla dieta a base di eucalipto, non particolarmente nutriente ma impegnativa dal punto di vista della masticazione e digestione. Stando fermi, quindi, i koala evitano di sprecare energia. Inoltre, la pelliccia dei questi marsupiali è idrofobica, cioè l’acqua scivola, e questo consente loro di rimanere sugli alberi anche in caso di pioggia.

Ma le particolarità del koala non sono finite. Sono tra i pochissimi mammiferi ad essere dotati di impronte digitali, così simili a quelle degli umani tanto che è molto difficile distinguerle al microscopio. Dall’aspetto buffo e tenero, i koala emettono versi e suoni tutt’altro che soavi, in particolare i maschi, che emettono richiami e muggiti profondi, udibili a diversi chilometri di distanza.

Inoltre, sono animali notturni e solitari, non amano particolarmente la compagnia, che accettano soltanto durante la stagione dell’accoppiamento. Non amano nemmeno essere presi in braccio: questa pratica causa loro stress, anche perché la loro colonna vertebrale è particolarmente fragile. A proposito di accoppiamento: per i koala avviene tra dicembre e marzo, durante l’estate australe. Le femmine partoriscono un solo cucciolo, a volte due, poiché nel marsupio sono presenti solo due capezzoli. La gestazione dura dai 25 ai 30 giorni. Appena nato, un koala pesa circa cinque grammi per arrivare a un peso tra i quattro e i 15 chili da adulto, per una lunghezza tra i 60 e gli 85 centimetri. La folta e morbida pelliccia, come abbiamo visto, è una delle caratteristiche più note dei koala: alla nascita, però, non la possiedono. Appena nati entrano nel marsupio materno, dove rimangono per 6 mesi.

I koala selvatici vivono tra i 10 e i 13 anni, anche se le femmine tendono a vivere più a lungo, a volte anche fino a 18 anni.

Incendio nel Nuovo Galles del Sud, Australia, nel 2020 – ANSA/EPA/SEAN DAVEY AUSTRALIA AND NEW ZEALAND OUT

In pericolo

Il koala, però, è in pericolo. Il marsupiale è classificato come “vulnerabile” nella lista rossa dellA IUCN (Unione internazionale per la conservazione della natura) ma nel 2022 è stato inserito nella lista delle specie a rischio di estinzione nello stato del Queensland, nel Nuovo Galles del Sud e nell’Australian Capital Territory (ACT). Secondo l’Australian Koala Foundation in tre anni (dal 2018 al 2021), la popolazione del marsupiale è scesa del 30%. Secondo alcune stime all’inizio del secolo scorso erano presenti in Australia milioni di koala. La popolazione è, poi, drasticamente diminuita, inizialmente a causa della caccia per la pelliccia, abolita negli anni Sessanta.

La più grande minaccia per il koala è l’essere umano, artefice del disboscamento, dello sviluppo urbano, delle estrazioni minerarie. Da una ricerca commissionata da Greenpeace e condotta da Martin Taylor dell’Università del Queensland, è emerso che solo nello Stato australiano in cinque anni sono scomparsi 2,2 milioni di ettari di foresta a causa della deforestazione. Molte di queste zone coincidevano con gli habitat di diverse specie, tra cui i koala. Gemma Plesman di Greenpeace Australia Pacific ha affermato che lo studio dimostra che la causa principale della deforestazione è legata ai pascoli adibiti alla produzione di carne bovina, soprattutto nel Queensland. 

A fare paura sono anche i lunghi periodi di siccità e gli incendi. I roghi verificatisi tra il giugno 2019 e il marzo 2020 nel sud-est del Paese sono stati tra i peggiori disastri ambientali degli ultimi anni: hanno ucciso oltre 400 persone, bruciato circa 18,6 milioni di ettari e distrutto più di cinquemila edifici. Secondo l’Università di Sydney sono stati oltre un miliardo gli animali selvatici uccisi: 60mila erano koala, stima il WWF (World Wide Fund for Nature).

Alla base del rischio di estinzione c’è anche il cambiamento climatico, che ha portato all’innalzamento delle temperature, ad alluvioni e cicloni.

A minacciare il celebre marsupiale è anche la clamidia, che può comportare infertilità, cecità e morte. Gli esemplari colpiti dall’infezione non riescono ad arrampicarsi sugli alberi e, così, sono più facilmente alla mercé dei predatori. Nel 2023 è stata avviata una grande campagna di vaccinazione per ridurre questa minaccia.

Nel 2012 il koala è stato dichiarato specie protetta ma negli anni il governo australiano è stato accusato di non aver agito prontamente per salvaguardare del marsupiale che, secondo ecologi e attivisti, rischia di estinguersi entro il 2050. Nel 2023 nel Nuovo Galles del Sud è stato proclamato il divieto di disboscamento ai fini di creare un’area protetta per salvaguardare i koala. La misura prevede la protezione di circa 8.400 ettari di foresta, che ospita già uno degli hot spot più importanti per i marsupiali. L’area dovrebbe diventare parte del futuro Parco Nazionale dei Grandi Koala (The Great National Koala Park), ideato per evitare l’estinzione del koala.

Il WWF ha lanciato il piano Regenerate Australianon solo con l’obiettivo di riportare i koala nell’Australia orientale – si legge sul sito dell’organizzazione – ma per dare loro la possibilità di superare le minacce”. Del piano fa parte anche il progetto Koalas Forever, che ha l’obiettivo di raddoppiare la popolazione dei koala in Australia entro il 2050.

La situazione è critica ma possiamo agire ora.

di: Francesca LASI

FOTO: SHUTTERSTOCK/ANTARCTICA