EPA/MAXIM SHIPENKOV

Il Washington Post ha fatto luce sulla morte della figlia dell’ideologo russo Dugin

Il Washington Post ha condotto un’indagine per chiarire la dinamica dell’attentato in cui ha perso la vita Darya Dugina, la figlia 29enne dell’ideologo russo Alexander Dugin.

I giornalisti hanno scoperto che la bomba che ha ammazzato la giovane era stata portata in Russia nascosta nel trasportino di un gatto.

Secondo la ricostruzione del Post, la bomba ha viaggiato con una donna e la figlia 12enne di lei, in un’auto arrivata “stracarica” dall’Estonia alla Russia. All’interno c’era anche il trasportino “armato”.

La donna ha preso casa nello stesso condominio di Dugina e l’ha spiata prima dell’operazione: in verità l’attentato era diretto al padre di lei, che però all’ultimo è salito su un’altra auto.

Si tratterebbe, secondo il Post, di una “guerra dietro la guerra”, una “guerra ombra”, tra i servizi di spionaggio ucraini e quelli russi; gli 007 di Kiev negli ultimi anni avrebbero bombardato due volte il ponte che collega la Russia alla Crimea occupata, pilotato droni vicino al Cremlino e colpito navi russe nel Mar Nero.

L’intelligence statunitense ha così confermato i sospetti del Cremlino, benché Kiev abbia sempre negato di essere responsabile dell’attentato.

di: Micaela FERRARO

FOTO: EPA/MAXIM SHIPENKOV