A Chihuahua sarà istituita una multa per gli artisti che promuovano la violenza sulle donne nel corso di eventi e concerti pubblici

No a testi misogini o che incitino alla violenza, perlomeno non nei locali pubblici che ospitano musica dal vivo: così Chihuahua, in Messico, vuole prova a intervenire nella cultura di massa e dello spettacolo, con un Regolamento dell’intrattenimento e degli spettacoli pubblici destinato a far discutere.

La città, Capitale dell’omonimo Stato a nord-ovest del Paese, minaccia multe fino a 1,2 milioni di pesos (circa 65mila euro). Il denaro sarà poi devoluto in favore di programmi per le donne e case rifugio per le vittime di violenza domestica.

«Chihuahua è uno dei cinque comuni dello stato con un’allerta in materia di violenza di genere… qualsiasi azione che contribuisca a sradicarla conta» ha spiegato la consigliera Patricia Ulate, promotrice della riforma, che parla di una “realtà strutturale“.

Nella Capitale, da gennaio a maggio 2023, sono state registrate 1.383 denunce per violenza domestica, con un aumento esponenziale negli ultimi mesi. Oltre 100 gli arresti per i reati connessi alla violenza sulle donne.

Il sindaco Marco Bonilla ha spiegato che il regolamento non prende di mira nessun genere in particolare, anche se secondo molti commentatori locali potrebbero finire nel mirino artisti popolarissimi come Bad Bunny e Peso Pluma, e, più in generale, molti cantanti di musica reggaeton, corridos tumblados e narcorridos, il sottogenere associato al narcotraffico infarcito di incitazioni alla violenza.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EPA/CAROLINE BREHMAN