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L’Unione europea chiede chiarimenti

Ha fatto discutere la decisione italiana della possibilità, per un richiedente asilo, di versare una cauzione di quasi cinquemila euro per evitare la detenzione in un Cpr. Dalla Commissione europea è stato chiarito di essere in “contatto con le autorità italiane per capire di più” della norma. Le direttive comunitarie, sottolinea la portavoce dell’Eurocamera per le Migrazioni Anitta Hipper, stabiliscono che “le alternative alla detenzione devono passare il test di proporzionalità. È importante avere le giuste salvaguardie per assicurarlo” e la cauzione “deve essere decisa sulla base di una valutazione individuale

Nel decreto italiano si legge che la “garanzia finanziaria” viene giudicata “idonea quando l’importo fissato è in grado di garantire allo straniero, per il periodo massimo di trattenimento, pari a quattro settimane (ventotto giorni), la disponibilità: a) di un alloggio adeguato, sul territorio nazionale; b) della somma occorrente al rimpatrio; c) di mezzi di sussistenza minimi necessari, a persona“. Nel secondo articolo si precisa che “l’importo per la prestazione della garanzia finanziaria è individuato, per l’anno 2023, in euro 4.938,00. L’aggiornamento dell’importo è avviato a cadenza biennale, di seguito alla definizione del costo medio del rimpatrio“.

Nell’articolo tre si aggiunge che “la garanzia finanziaria è prestata in unica soluzione mediante fideiussione bancaria o polizza fideiussoria assicurativa ed è individuale e non può essere versata da terzi. La garanzia finanziaria deve essere prestata entro il termine in cui sono effettuate le operazioni di rilevamento fotodattiloscopico e segnaletico” e in quello seguente che “nel caso in cui lo straniero si allontani indebitamente, il prefetto del luogo ove è stata prestata la garanzia finanziaria procede all’escussione della stessa“.

di: Flavia DELL’ERTOLE

FOTO: ANSA/CIRO FUSCO