Federica Brignone fa la storia dello sci italiano. E non ha nessuna intenzione di smettere
“La paura fa 90” è un motto che Federica Brignone, classe 1990, deve avere fatto suo. Perché Brignone non solo fa paura alle avversarie, i suoi numeri, ben superiori al 90, sono capaci di far tremare le vene e i polsi a chiunque.
355 presenze in Coppa del mondo (è la decima nella classifica all time); 1581 è il record di punti realizzati in una sola stagione in Coppa del mondo (2023/24); 181 piazzamenti nella top-10 in Coppa del mondo; 81 podi in Coppa del mondo (17 ori in Gigante e 41 podi complessivi; 12 ori in Supergigante e 24 podi complessivi; 2 ori in Discesa e 10 podi complessivi; 5 ori in Combinata e 6 podi complessivi); 3 vittorie in coppe di specialità (combinata 2019/20, gigante 2019/20, supergigante 2021/22); 5 podi ai campionati del Mondo (Oro a Saalbach 2025 in Gigante e a Meribel 2023 in Combinata, argento a Saalbach 2025 in SuperG, a Meribel 2013 in Gigante e a Garmisch Partenkirchen 2011 in Gigante); 3 medaglie olimpiche (bronzo in Gigante a PyeongChang 2018, argento in Gigante e bronzo in Combinata a Pechino 2022); 2 medaglie nei mondiali juniores (oro K Garmisch 2009, argento GS Region Mont Blanc 2010); 1 vittoria nella classifica finale di Coppa del mondo nel 2019/2020 (unica italiana nella storia). A tutto ciò si aggiunga che Brignone ha vinto la Coppa di Combinata nel 2018/2019; la Coppa di Gigante e la Coppa di Combinata nel 2019/2020; la Coppa di SuperG nel 2021/2022.

Titoli a cui aggiungere le medaglie conquistate nell’ultima tappa della Coppa del mondo tenutasi dal 13 al 15 marzo a La Thuile, in Valle d’Aosta. La Coppa del mondo poi si chiuderà in grande, a fine marzo, a Sun Valley, negli Stati Uniti. Brignone è riuscita a vincere la gara di SuperG e a entrare nella storia sciistica italiana: con 37 vittorie è l’azzurra più vincente di sempre ed è l’ottava atleta nella top 10 all-time.
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Il talento di Federica Brignone è tale che il 20 gennaio l’ex sciatrice Deborah Compagnoni ha sostenuto che Brignone nella gara (che ha vinto) di SuperG a Cortina abbia realizzato “delle linee perfette” e che si sia trattato di “una delle prestazioni migliori della sua vita” evidenziando la stagione eccezionale dell’atleta. Brignone è riconosciuta come atleta versatile e negli ultimi anni ha dimostrato di essere a proprio agio in ogni contesto e ha ottenuto risultati eccellenti in tutte le specialità (tranne slalom speciale). Gli ultimi cinque anni sono stati i migliori in carriera, nel 2020 è stata l’unica italiana a riuscire nell’impresa di vincere la classifica generale della Coppa del Mondo, due anni più tardi ha ottenuto due medaglie alle Olimpiadi e nel 2023 ha vinto un oro e un argento ai Mondiali, risultati ottenuti da atleta matura e che ha saputo imparare da ogni singola discesa così, arrivando a conoscere alla perfezione ogni pista, come ha dichiarato in alcune interviste la stessa Brignone assicurando di imparare sempre cose nuove anche di se stessa così, l’unione tra la conoscenza di sé e delle piste l’ha portata a traguardi ineguagliati mai prima di lei da una sciatrice italiana. Tra gli anni peggiori spicca il 2012, complice un’operazione alla caviglia con un lungo decorso che le costò i Giochi a Sochi.
La squadra
Il team dietro a questi risultati è composto in primis dal fratello dell’atleta, Davide Brignone, ex sciatore ritiratosi dall’agonismo a causa di diversi infortuni che, dopo diversi scontri con la Federazione (non incline agli allenatori non federali), segue in maniera costante la campionessa da tre anni.

Intervistato dal Corriere della Sera nel 2021 Davide Brignone spiegava di fare “il tecnico e il fratello che si occupa anche delle piccole cose. Sono compagno di stanza di Federica, dei suoi giorni liberi e sono la persona con cui lei passa la maggior parte del tempo” e di non essere il tecnico della squadra ma “ a libro paga di mia sorella: uno sforzo non da poco per lei, non sono assunto dalla Fisi. Ma collaboro con gli altri tecnici”. L’altra figura di spicco è lo skiman (che è la figura che si occupa delle attrezzature) Mauro Sbardellotto che ha seguito moltissime sciatrici di alto livello.
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La carriera di Brignone è stata costante, nel 2005 ha conquistato il titolo di campionessa italiana allievi in super-G, è la stessa sciatrice a raccontare il suo amore per questo sport: «ho iniziato a sciare a 1 anno e mezzo, zampettando con un paio di sci di plastica dove capitava, anche a Milano sui tappeti del nostro appartamento. A 2 anni, in una stradina dietro la casa dei nonni a Courmayeur, ridevo come una pazza buttandomi in picchiata e stampandomi nel muro di neve in fondo alla “pista”. Nel febbraio del 1994, partendo per le Olimpiadi di Lillehammer dove lavorava come giornalista, mia madre mi ha lasciata a Courmayeur con la nonna Adriana che mi ha iscritto alla scuola di sci: ogni giorno mi cambiavano di classe perché miglioravo a vista d’occhio! Nel luglio del 1996, quando avevo 6 anni, da Milano ci siamo trasferiti in Valle d’Aosta, a La Salle, dove ho iniziato ad andare a scuola e soprattutto a frequentare i corsi dello sci club Courmayeur. Nel 1997 ho vinto la mia prima gara, la sociale dello sci club. Sciare mi è sempre piaciuto da morire. Io non pativo il freddo, il vento o la bufera, sciare con la neve fresca era un divertimento folle, invece fare pali in allenamento non mi piaceva per niente; ad esaltarmi però erano le gare con il cronometro o qualsiasi sfida, ad esempio: chi fa il salto più lungo?» e ripercorre le prime tappe della sua straordinaria impresa sportiva:« quando ero piccola pensavo che vincere in coppa del mondo fosse un gioco, non potevo capire quanto arduo sarebbe invece stato il percorso. La mia prima grande soddisfazione è arrivata nel 2005 con il 4° posto nel gigante del Trofeo Topolino nazionale e la conseguente qualifica per gli internazionali. La conferma di poter essere brava è poi arrivata ai campionati italiani allievi, sempre in quell’anno, con il titolo di superG. Il mio sogno è sempre stato quello di diventare una sciatrice completa, per questo ho cercato di praticare la polivalenza, con discreti risultati: nel 2009 sono diventata campionessa mondiale juniores di combinata».

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Brignone macina record ma resta con i piedi per terra, con lo sguardo dritto verso l’obiettivo di gareggiare sempre al meglio delle sue possibilità, ha raccontanto a Fanpage che “per vincere bisogna fare sempre una grande gara. È stata difficile ma la metto tra le gare migliori che ho fatto negli ultimi anni. La top 20 di sempre in Coppa del Mondo? Non è niente male, ultimamente sto battendo diversi record ma non mi piace parlare in questi termini adesso. Ho fatto molto più di quello che pensavo tempo fa ma io non ho ancora concluso con la mia carriera e vorrei guardare avanti. Quando finirò tirerò una riga e farò un bilancio complessivo”. Guardando al futuro infatti Brignone oltre a fare un bilancio complessivo non nasconde di voler ancora gareggiare (e, possibilmente, vincere) “non sono solo le vittorie a soddisfarmi ma è proprio tirare fuori il massimo da me stessa. Queste sono le cose che mi danno una spinta in più ma lo faccio davvero per me e per il mio sport. È questo che mi piace di più. Ovviamente quando sono in gara voglio vincere ma è una sfida soprattutto con me stessa ed è quella che mi soddisfa di più. Il futuro? La prima cosa è mantenere questa serenità a livello personale. Sono molto soddisfatta di chi sono e cosa faccio, e voglio continuare a fare le cose in questo modo. Quando non sarò più così vorrà dire che è giunto il momento di smettere. Voglio rimanere chi sono e non cambiare mai”. E nel futuro il sogno è l’oro olimpico, unico titolo a mancarle, l’occasione perfetta? Milano Cortina 2026.
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Foto di copertina: l’esultanza di Brignone alla vittoria a La Thuile il 14 marzo 2025. ANSA/ANDREA SOLERO