Nato per rilanciare l’immagine dell’Italia e valorizzare il patrimonio alpino, il maxi evento sportivo è già una voce pesante nel bilancio pubblico e in quello della tutela ambientale

Le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 sono uno degli eventi sportivi più attesi in Italia e nel mondo e includeranno competizioni di sci alpino, snowboard, sci di fondo, pattinaggio artistico e di velocità, hockey su ghiaccio e curling, oltre alle spettacolari cerimonie di apertura e chiusura. 

L’idea di ospitare l’evento in territorio nostrano nacque nel 2018, ispirata dalla volontà di rilanciare l’immagine dell’Italia come sede di grandi eventi internazionali e di valorizzare il patrimonio alpino. Tra i promotori principali vi fu l’imprenditore visionario Giovanni Malagò, presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI), che giocò un ruolo cruciale nel convincere il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) della solidità e dell’attrattiva della candidatura italiana. La scelta di Milano e Cortina come sedi principali fu strategica, unendo il dinamismo urbano della metropoli lombarda alla tradizione montana e sciistica di Cortina d’Ampezzo.

L’evento vede coinvolti numerosi enti, tra cui SIMICO (Società Infrastrutture Milano Cortina), la Fondazione Milano-Cortina 2026, responsabile della pianificazione e gestione dell’evento, il Governo attraverso il Ministero dello Sport e il Ministero delle Infrastrutture, le Regioni Lombardia e Veneto, le Province Autonome di Trento e Bolzano, oltre al CIO e alla Corte dei Conti, che supervisiona la spesa pubblica.

Se l’organizzazione di questa manifestazione promette di portare prestigio internazionale al nostro Paese, solleva anche importanti questioni legate alla gestione economica, alle opere infrastrutturali e agli impatti ambientali. Uno dei temi più dibattuti riguarda la gestione del budget. Secondo le cifre documentate da Il Fatto Quotidiano un anno fa, il conto era già salito ad almeno 3,6 miliardi di euro (dovevano essere 1,5), dei quali 2,8 miliardi stanziati dallo Stato. La Corte dei Conti ha evidenziato alcune criticità, come l’incremento dei costi iniziali dovuto a fattori come l’inflazione e l’aumento delle materie prime, i ritardi amministrativi che rischiano di compromettere i tempi di consegna e la necessità di maggiore trasparenza nella rendicontazione delle spese e nell’assegnazione degli appalti. Nonostante queste difficoltà, il Governo e i promotori insistono sull’importanza dell’investimento, sottolineando il potenziale impatto positivo sul turismo e sull’economia locale.

Un corteo contro l’evento nell’area del cantiere di Scalo Porta Romana. Crediti: ANSA/MATTEO CORNER

Il 24 settembre scorso, la deputata di AVS Luana Zanella ha promosso un’interrogazione parlamentare sui bilanci dell’evento. Durante il dibattito, sono emersi dubbi sulla gestione delle risorse e sulla trasparenza delle spese. Il Governo ha difeso il progetto, assicurando un monitoraggio costante e l’adozione di misure per evitare sprechi, ma l’opposizione ha chiesto (senza esito) maggiore chiarezza sui criteri di assegnazione degli appalti e sui piani per contenere i costi in crescita.

Per quanto riguarda lo stato delle opere, sono in corso aggiornamenti alle piste e agli impianti sciistici a Cortina, Livigno e Bormio. Uno dei progetti principali riguarda la costruzione dei villaggi olimpici, destinati a ospitare gli atleti, che verranno successivamente convertiti in alloggi e strutture a beneficio delle comunità locali. A Milano, il villaggio sorgerà nell’area dello scalo ferroviario di Porta Romana, un progetto che punta alla sostenibilità e alla rigenerazione urbana. A Cortina e Livigno, i villaggi saranno più ridotti, ma pensati per integrarsi armoniosamente con il contesto montano. Sul fronte dei collegamenti, è previsto il potenziamento della viabilità stradale tra Milano e Cortina e la realizzazione di una nuova tratta ferroviaria ad alta velocità che dovrebbe migliorare significativamente i tempi di percorrenza. Nell’idea dei promotori, questi interventi sono fondamentali per garantire il successo logistico delle Olimpiadi e creare benefici a lungo termine per il territorio. Sono inoltre previsti villaggi olimpici pensati per ospitare gli atleti con un’attenzione particolare alla sostenibilità ambientale, oltre a collegamenti infrastrutturali come una nuova ferrovia Milano-Cortina e il potenziamento della viabilità stradale.

Tuttavia, molte opere sono ancora in fase iniziale o devono affrontare ritardi, con la necessità di accelerare i lavori nei prossimi mesi. Solo tre su 100 sono concluse mentre 44 sono ancora in fase di progettazione. Tra le opere con maggiore ritardo spiccano il potenziamento della ferrovia Milano-Cortina e alcune infrastrutture viarie strategiche, come l’adeguamento della Statale 51 di Alemagna. Anche il villaggio olimpico di Cortina (da 39 milioni di euro) presenta difficoltà legate a vincoli ambientali e autorizzazioni locali, che stanno rallentando l’inizio dei lavori.

Ma la convinzione degli organizzatori non cala: «io ho l’impegno di realizzare opere per 3,4 miliardi di euro che generano un impatto sul Pil da 4,5 miliardi di euro. Si tratta di 100 opere, 44 sportive e 56 infrastrutturali. Una parte di quelle infrastrutturali sono per le Olimpiadi, un’altra parte nasce per le Olimpiadi ma serve al territorio» ha dichiarato Fabio Massimo Saldini, amministratore delegato SIMICO e commissario straordinario di governo.

Cantiere per la costruzione di una nuova Ski Arena a Bormio. Crediti: Mickael Chavet/ZUMA Press Wire

Sul fronte ambientale, le Olimpiadi hanno suscitato critiche da parte di associazioni ambientaliste, che temono gli effetti negativi sul territorio. Le preoccupazioni includono il consumo di suolo nelle aree montane, l’aumento delle emissioni di CO2 legate ai lavori e al traffico, e il rischio di speculazioni immobiliari. Gli organizzatori hanno garantito che Milano-Cortina 2026 sarà un evento “green”, prevedendo l’uso di energia rinnovabile e la riqualificazione di impianti esistenti anziché nuove costruzioni. Nonostante queste rassicurazioni, le critiche rimangono forti, rappresentando una sfida per ottenere un consenso che difficilmente arriverà.