L’esecutivo incassa la fiducia con 235 sì. 154 i no
Il governo Meloni ha ottenuto la fiducia alla Camera con 215 sì. 1454 i voti contrari, cinque gli astenuti. Hanno votato 389 deputati su 400.
Pd: “Meloni non ci ha convinto
Il Pd dice no. «Sono diversi i motivi per cui lei non ci ha convinto e per questo voteremo no a fiducia – ha dichiarato il segretario Enrico Letta – Sul fisco abbiamo capito una sola parola: condoni. Non ci troverà su questo».
Conte: “Meloni non ha usato la parola pace sull’Ucraina”
«Lei non ha mai accennato all’unica via d’uscita, la pace. Le ricorda qualcosa? – ha dichiarato il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte annunciando il voto contrario alla fiducia – il governo perseguirà una sicura corsa al riarmo, andando in continuità con l’esecutivo uscente. Siamo già riusciti a fermarla e continueremo a farlo. Il segnale più evidente della continuità con il governo Draghi è il ministero dell’Economia a Giorgetti. Questo spiega l’opposizione morbida al governo uscente, non è che alla fine l’agenda Draghi la vuole scrivere lei?».
Molinari (Lega): “accanto a lei siede Salvini, questo dimostra l’ impegno ad attuare il programma”
«Presidente Meloni ci rallegriamo con lei perché è la prima donna a Palazzo Chigi, ma la Lega si è rallegrata per un’altra questione – ha dichiarato il capogruppo della Lega alla Camera Riccardo Molinari – lei ha vinto come leader di una coalizione che si è presentata agli elettori con un programma comune e che ora vuole attuarlo e questo è dimostrato dal fatto che accanto a lei siede il leader della Lega Matteo Salvini. Per la Lega questo è il principale impegno che alle parole delle campagna elettorale seguiranno i fatti».
Zanella (Alleanza Verdi Sinistra): “contro la fiducia”
Alleanza Verdi e Sinistra ha dichiarato che non voterà la fiducia. «Noi dell’Alleanza Verdi Sinistra voteremo contro la fiducia. Le sue dichiarazioni programmatiche e l’idea di paese che delineano, destano preoccupazione così come la replica – ha affermato la co-portavoce dei Verdi Luana Zanella –
Determinato sarà il nostro comportamento dentro e fuori dal Parlamento. Lotteremo per difendere le acquisizioni dei diritti. La sfera dei diritti non va ristretta ma ampliata».
Lupi (Noi Moderati): “voteremo convintamente la fiducia”
Sì convinto, invece, da Noi Moderati . «Voteremo convintamente la fiducia del governo, perché siamo parte della coalizione che ha vinto le elezioni. Gli italiani hanno premiato questa capacità programmatica» ha dichiarato Maurizio Lupi.
La replica della premier Meloni
Al termine del dibattito parlamentare alla Camera e prima del voto di fiducia, è arrivata la replica del discorso della premier Giorgia Meloni dopo gli interventi di maggioranza e opposizione durante il dibattito.
«Io non avrò mai timore di parole franche, dirette e delle critiche anche molto decise – ha affermato la presidente del Consiglio – sono una persona che l’ha fatto in passato, non ho mai risparmiato nessuno e mai ho mancato di rispetto nei confronti dei miei avversari e non mi aspetto che le opposizioni oggi lo facciano con me. L’unica cosa che chiedo è di essere giudicata per quello che davvero dico, penso e faccio».
La premier ha risposto punto per punto ai temi del suo intervento che hanno sollevato più critiche. Sulle questioni economiche ha affermato che ha sempre sostenuto l’emissione di debito comune e che non ha mai “remato contro” il Pnrr e il Next GenerationEU.
Torna poi sui diritti delle donne, rivolgendosi all’onorevole Debora Serracchiani del Pd. «Ha detto che vorrei le donne un passo indietro agli uomini. Mi guardi, le sembro un passo indietro? È una sconfitta che una donna rinunci ai figli per il lavoro».
Sul reddito di cittadinanza ha affermato: «Ho sentito dire che consideriamo colpevoli i percettori del Reddito di cittadinanza. Non ho mai considerato il problema i percettori del Reddito ho considerato a volte un problema una classe politica che si accontentava di tenere le persone in difficoltà in quella difficoltà pur di farci cassa elettorale, occorre ragionare su un sistema che ha avuto dei problemi e non funziona. È notizia di ieri, un navigator fa in media non più di un colloquio di lavoro al giorno. Sono le risposte inadeguate il problema».
Rispondendo ad alcuni deputati, tra cui Aboubakar Soumahoro, dà loro del tu e viene subito ripresa.« Al collega Soumahoro mi sento di dire, tutti ci sentiamo scolari della storia, sai, altrimenti saremmo ignoranti del presente, senza futuro» ha detto Meloni, interrotta dalle proteste dei deputati dell’opposizione. «State calmi, Chiedo scusa, errore mio, chiedo scusa, succede di sbagliare, basta chiedere scusa quando accade».
Sul merito nella scuola ha affermato: «Si è detto che il merito, nell’istruzione, è nemico dell’uguaglianza. Non sono d’accordo, è esattamente su questo che cerchiamo di invertire la rotta.
L’impronta progressista che si è voluto dare alla scuola italiana aveva come obiettivo il voler livellare il punto di arrivo per avere la certezza dell’uguaglianza. Ma quella non è uguaglianza, uguaglianza e merito non sono avversari ma fratelli l’uno dell’altro. L’uguaglianza va garantita al punto di partenza, indipendentemente da famiglia e provenienza, ma non sulla stessa linea di arrivo. Quella dipenda da te, altrimenti non esisterà alcuna uguaglianza. Non voglio una nazione in cui il destino delle persone si decide in base alle amicizie ma in base al lavoro e al valore».
Sul tema energia: «Materie prime, energia, catene del valore. Noi non controlliamo più niente. È un tema che va portato in Ue. Ce ne accorgiamo oggi con l’energia, ma in pandemia, quando la Cina ha deciso di dare priorità al mercato interno, da noi intere catene del valore non funzionavano più. È un tema. A me pare che Ue abbia perso dei treni e non per i sovranisti che non comandano in Ue. Io non devo fare nessuna scelta la mia scelta è sempre e solo difendere l’interesse italiano, non farò mai la cheerleader di nessuno».
di: Francesca LASI
FOTO: ANSA/FILIPPO ATTILI/US PALAZZO CHIGI