La candidata del Pd non esclude una collaborazione e auspica a un nuovo accordo tra Pd e attivisti
«Alleanza con il M5S? Io credo sia irresponsabile, dopo quello che è accaduto, non provare a trovare fronti comuni con altre opposizioni». A parlare è Elly Schlein, candidata alla segreteria nazionale del Pd, durante la trasmissione dell’emittente La7, In Onda. Tra i temi trattati le alleanze e la versione di Schlein del “Pd che verrà” che non esclude un “ritorno di fiamma” tra ex alleati di governo: «mi ha fatto piacere che tutte le opposizioni abbiano presentato mozioni sul salario minimo. Dobbiamo metterci d’accordo sulle cose che possiamo fare insieme. Su diseguaglianze, clima e lavoro ci sederemo con tutti e vedremo chi ci sta» dice Schlein. Che difende e appoggia un’apertura del Partito Democratico anche verso gli attivisti di Ultima Generazione: «si possono non approvare i metodi, ma le loro proteste sono appoggiate da dati scientifici, su cui tra l’altro in Europa abbiamo costruito le prime risposte politiche ai temi del cambiamento climatico; non si può accanirsi sul dito, quando questo ti indica il problema».
Tra le possibili novità del nuovo Pd a guida Schlein, anche l’uso delle tecnologia e il voto online: «non voglio semplificare, né sostituire i gazebo che fanno parte di una ritualità importante. Ma forse accanto a questo metodo, per agevolare un allargamento della partecipazione dopo l’astensionismo visto, penso sia doveroso metterlo in campo, tanto più che il Pd ha già adottato un sistema innovativo e sicuro che usa lo Spid. Mi sembra un elemento utile. Non dobbiamo avere paura della partecipazione, cerchiamo di aprirci».
Dall’altra sponda del Pd, in particolare da Bonaccini, però il rifiuto è secco. Un no che l’ala Schlein dei democratici non comprendono: «per noi la proposta non è affatto archiviata e continuiamo a tenerla sul tavolo – commenta Schlein ricordando le primarie tra Renzi e Bersani di alcuni anni fa – anche allora si cercarono mille alchimie, poi alla fine Bersani cambiò lo Statuto perché capì che i cambiamenti è sempre meglio governarli. E alla fine, poi, vinse»
di: Caterina MAGGI
FOTO: ANSA/ETTORE FERRARI