Dopo tre anni non sarà più necessario il periodo di osservazione per chi fa ingresso nel Paese ma impazzano le proteste nelle fabbriche
Dopo tre anni, la Cina ha revocato l’obbligo di quarantena per i viaggiatori provenienti dall’estero. Si tratta di un altro dei pilastri della strategia zero Covid che viene giù, bruscamente abbattuto dall’inversione di rotta del Pcc sulla lotta alla pandemia. Un allentamento a lungo invocato dalla popolazione che però ha portato ad un picco di contagi difficile anche solo da stimare.
La quarantena era stata imposta a marzo 2020, inizialmente per un periodo di tre settimane, poi decurtato a una settimana la scorsa estate e a cinque giorni a novembre 2022.
La revoca della quarantena, a lungo attesa, era stata annunciata dal Governo il mese scorso e aveva portato a un vero e proprio boom di prenotazioni che ora fanno sperare Pechino in una ripresa del turismo e dei viaggi, a discapito di una maggior allerta sanitaria.
L’apertura, però, non basta a sopire le proteste. In rete sta circolando un video in cui si riprendono duri scontri fra gli operai di una fabbrica che produce tamponi anti-Covid a Chongqing e gli agenti di polizia antisommossa, contro cui sono stati lanciati casse e test-kit. Altre proteste di matrice economica sono esplose in seguito a una serie di licenziamenti nella fabbrica del colosso farmaceutico Zybio e del mancato pagamento dei lavoratori.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/EPA/MARK R. CRISTINO