Tramite agenti indipendenti Natalia Burlinova avrebbe inquinato le opinioni pubbliche occidentali su Mosca, anche in Italia

L’FBI avrebbe incriminato una nota docente di politica internazionale con l’accusa di essere un’agente sotto copertura dell’FSB, i servizi segreti russi eredi del KGB. La 40enne, al momento ricercata a livello internazionale, secondo le autorità statunitensi “inquinava le opinioni pubbliche occidentali”.

La donna, Natalia Burlinova, sarebbe stata incriminata lo scorso 17 aprile ma solo lo scorso 25 agosto il New York Times ha diffuso un rapporto dell’intelligence statunitense sui presunti metodi dell’agente. In Italia la vicenda è stata riportata da La Repubblica.

Burlinova, come tutti gli agenti segreti russi, avrebbe seguito la procedura prestabilita per diffondere la politica del Cremlino nel mondo occidentale, ovvero sfruttare enti, soggetti di diritto privato, associazioni, think tank ed esperti per individuare figure influenti e autorevoli, ma “indipendenti”, che condividessero le tesi di Mosca e diventassero a loro volta spie.

Questa strategia rientra nelle tattiche ormai consolidate dell’FSB che pesca i suoi iter dalla migliore tradizione del controspionaggio sovietico con l’obiettivo di creare un fronte comune d’opinione pubblica che sostenga di fronte alla comunità internazionale l’immagine della Russia e di conseguenza del suo primo uomo, Vladimir Putin.

Con la sua ONG per la “promozione degli interessi nazionali russi” Public Initiative Creative Diplomacy (Picreadi), in ogni caso, Natalia Burlinova non si sarebbe limitata ad agire solo negli Stati Uniti ma si sarebbe insediata anche in Italia. Nel 2017, ad esempio, nell’ambito del programma annuale Meeting Russia, avrebbe invitato nella capitale russa diverse intellettuali italiani tra cui Maria Michela D’Alessandro destinato all’Università di San Pietroburgo. Due anni dopo, nel 2019, aveva coinvolto Karolina Muti, ricercatrice presso l’Istituto Affari Internazionali, e poi ancora nel 2021 Eleonora Tarufo di ISPI. Avrebbe inoltre contribuito all’organizzazione di numerosi eventi e seminari in Italia, tra cui nel 2019 Russian Foreign Policy: Facing International Turbulence in collaborazione sempre con ISPI.

Secondo alcuni analisti, le attività italiane di Burlinova sarebbe prova di quanto il Belpaese rientri negli interessi della Russia, nonché nelle priorità del suo presidente Putin.

di: Alessia MALCAUS

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