alluvione toscana

Il centronord della penisola in ginocchio

La tempesta Ciaran, che ha colpito l’Italia negli ultimi giorni, ha portato morte, allagamenti e fango.

La regione maggiormente colpita è stata la Toscana dove si sono verificati venti fino a 150 chilometri orari e piogge mai così forti da almeno mezzo secolo portando il bilancio delle vittime a 7: l’ultimo il 69enne disperso da giovedì scorso a Campi Bisenzio. 9mila ancora le utenze senza corrente. Ancora un disperso, un 84enne a Prato.

L’acqua ha distrutto e invaso strade e case, allagato ospedali, fabbriche, centri commerciali e rotto argini dei fiumi nelle zone di Prato, Pistoia, Pisa e Campi Bisenzio. Il presidente della Regione, Eugenio Giani, ha disposto in via precauzionale l’evacuazione di Montale, Montemurlo e Prato. 

Da oltre 24 ore i vigili del fuoco lavorano senza sosta nelle cinque province toscane più colpite dall’alluvione. Circa 2.500 gli interventi fatti, 570 i vigili del fuoco in azione con 150 automezzi. Per tutta la notte le squadre sono state impegnate nella ricerca di persone disperse, assistenza alla popolazione in difficoltà, operazioni di prosciugamento con moduli ad alto e medio pompaggio.

«Si sta lavorando cercando di dare una soluzione rispetto a quelle che sono le possibilità, c’è un tema di meteo che andrà a peggiorare anche oggi quindi dal pomeriggio fino a stanotte le condizioni peggioreranno. Probabilmente ci sarà bisogno, questo lo stabiliranno i sindaci, anche di evacuazioni preventive del territorio che è stato colpito. Oggi stesso abbiamo più di 1.000 volontari che stanno lavorando», ha detto il capo dipartimento della Protezione civile, Fabrizio Curcio, nel corso di una conferenza stampa svoltasi oggi a Firenze.

Continuano le ricerche del vigile dle fuoco disperso a Belluno

Anche oggi stanno proseguendo le ricerche di Walter Locatello, il vigile del fuoco scomparso due giorni fa dopo essere scivolato nel canale Tesa Vecchio a Puos D’Alpago (Belluno), corso d’acqua che si immette nel Lago di Santa Croce.

Sono diverse le squadre a terra, i soccorritori fluviali, i soccorritori con moto d’acqua, i sommozzatori e nucleo droni (Sistemi aeromobili a pilotaggio remoto-Sapr), oltre all’elicottero del reparto volo di Venezia che sono alla ricerca.

Ancora allerta

Oggi, 4 novembre, è ancora allerta in molte zone. La Protezione civile ha infatti diffuso un bollettino con l’allerta rossa per rischio idraulico in Veneto. Allerta arancione, invece, in Emilia Romagna, Liguria e Lombardia. Allerta gialla in moltissime regioni della Penisola: Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Trentino Alto Adige, Umbria e Veneto.

È in arrivo una nuova perturbazione atlantica: domenica 5 novembre il maltempo si concentrerà sul Triveneto, ancora in Toscana, poi su Umbria, Lazio e Campania.

Le misure del Governo

Il governo ha deliberato lo stato di emergenza nazionale per 12 mesi e la premier Giorgia Meloni ha annunciato lo stanziamento di “cinque milioni di euro per le misure più urgenti”. Il Sindacato Italiano Balneari stima danni per almeno 100 milioni di euro per “le forti mareggiate di questi giorni che non hanno risparmiato nessuna località costiera”.

L’attenzione continua a rimanere alta anche in Friuli, Sardegna, Veneto, Liguria, dove tre persone sono rimaste ferite (una in modo grave) dopo essere state travolte dalle onde mentre facevano video della mareggiata o camminavano in zone pericolose a ridosso del mare.

Si spera che quest’incubo possa concludersi lunedì 6 novembre: il ciclone si sta infatti spostando verso est.

di: Alice GEMMA

FOTO: TELEGRAM EUGENIO GIANI