La sentenza di primo grado nega il diritto di Londra di espellere cittadini Ue che non abbiano completato il passaggio da “pre-settled” a “settled”
Dall’Alta Corte di Londra arriva una spina nel fianco nella Brexit. Il giudice Peter Lane ha infatti sancito che l’obbligo per i cittadini europei residenti nel Regno Unito di trasformare il proprio status provvisorio in un permesso definitivo dopo cinque anni è illegale.
Attualmente, secondo l’impianto stabilito dal Ministero dell’Interno che è pronto a ricorrere in appello, i cittadini sarebbero costretti a ultimare il passaggio da “pre-settled” a “settled” per continuare a godere di pieni diritti sull’isola.
Il Settlement Scheme adottato dopo la Brexit però presenta ancora diverse criticità, come evidenziato dalla Corte, a partire dal fatto che rischiano l’espulsione dal Paese 2,7 milioni di cittadini. Nella sua sentenza, il giudice ha anche ribadito che Londra avrebbe male interpretato l’accordo di recesso siglato con l’Unione Europea dopo il referendum del 2015.
Se si dovesse confermare questo giudizio di primo grado, sarà quindi illegale minacciare di espulsione i cittadini che non abbiano aggiornato il proprio status.
Il ricorso contro l’Home Office (il dicastero degli Interni) era stato avanzato dalla Independent monitoring authority, il difensore civico dei cittadini Ue nel Regno Unito, secondo cui “le persone possono perdere i propri diritti solo in casi limitati“.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/EPA/TOLGA AKMEN