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Podolyak ha spiegato che l’obiettivo ucraino è di isolare la Crimea

Il presidente russo Vladimir Putin ha inviato un messaggio ai lavoratori dell’industria nucleare, sottolineando l’impegno di Rosatom nella creazione di “armi avanzate in grado di mantenere l’equilibrio strategico nel mondo“.

Putin aggiunge poi che “è gratificante che oggi il personale della società statale Rosatom stia valorizzando le meravigliose tradizioni dei suoi predecessori. Stanno lavorando all’introduzione di tecnologie innovative nei settori energetico e spaziale, nella medicina nucleare, nell’ecologia, la modernizzazione della flotta di rompighiaccio nucleari e alla creazione di armi avanzate in grado di mantenere l’equilibrio strategico nel mondo“.

Il presidente russo ha poi accolto al Cremlino il leader ceceno Ramzan Kadyrov, Putin ha spiegato che “nel complesso, la situazione è positiva, in gran parte grazie a lei, alla sua squadra, alla fiducia con cui la gente lavora e alla buona cooperazione con il governo russo“, per poi rivolgere i suoi migliori auguri ai soldati ceceni.

Stoltenberg a Kiev

Jens Stoltenberg, il segretario generale della Nato, si trova oggi a Kiev, dove ha tenuto una conferenza stampa con il presidente Volodymyr Zelensky. Stoltenberg ha spiegato che “le forze ucraine stanno avanzando, stanno guadagnando gradualmente terreno” e ha aggiunto “è un onore essere di nuovo a Kiev, capitale della grande nazione dell’Ucraina“. Il Paese, aggiunge sempre il segretario della Nato, “ lotta per la sua gente, per la libertà, Mosca è mossa dall’imperialismo“, poi ha annunciato che “abbiamo concluso contratti per la fornitura di munizioni all’Ucraina per un valore di 2,4 miliardi di euro. Gli alleati della Nato continuano a fornire supporto alla vostra difesa per aiutarvi a respingere l’invasione. Come negli ultimi giorni i carri armati Abrams, sofisticati sistemi missilistici e difese aeree, nonché l’addestramento per i piloti F-16. Si tratta di uno sforzo collettivo da parte di tutti gli alleati nativi con equa condivisione degli oneri di quasi 100 miliardi di euro, circa la metà è arrivata dagli Stati Uniti e l’altra metà dagli alleati europei della Nato e dal Canada“.

Volodymyr Zelensky ha dichiarato che “stiamo cooperando con successo con i Paesi alleati. Abbiamo dato prova del fatto che la nostra appartenenza alla Nato sarebbe naturale e rafforzerebbe l’Alleanza” e ha aggiunto che “stiamo cercando di ottenere la vittoria di questa guerra lanciata dalla Russia“. Zelensky ha inoltre spiegato che “abbiamo parlato dell’attesa di attacchi alle infrastrutture da parte della Russia” e “della necessità di intervenire per difenderle” dunque “il segretario generale della Nato si è impegnato per intervenire assieme agli Stati membri per difendere le nostre infrastrutture energetiche questo inverno“.

Lavrov: russi pronti a negoziare, ma…

Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, come riporta l’agenzia Tass, ha annunciato che i russi sono “pronti a negoziare” in modo da raggiungere un risoluzione in Ucraina, ma – precisa – “tenendo conto della realtà sul terreno” e degli “interessi della sicurezza russa“.

La nostra posizione resta valida: siamo pronti a negoziare, ma tenendo conto delle realtà che si sono sviluppate sul terremo e tenendo conto della nostra posizione, che è ben nota a tutti” sostiene Lavrov cioè “dei nostri interessi, degli interessi della nostra sicurezza, degli interessi di impedire la creazione di una forza ostile ai confini della Russia il regime nazista“, un forza che “ha dichiarato apertamente l’obiettivo di sterminare tutto ciò che è russo su quelle terre, sia in Crimea che in Novorossiya“.

Podolyak: Kiev punta a isolare la Crimea

Il consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, Mykhailo Podolyak, ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera.

Podolyak spiega che “abbiamo obiettivi tattici in diversi settori del fronte e uno strategico che è di eliminare la capacità della Crimea di rifornire le truppe sulla prima linea. Qui stiamo avendo successo, è vero“.

«Abbiamo pianificato l’attacco in tre fasi. Distruggere i sistemi di comunicazione radio, elettronici e le antenne radar per aprire il cielo sul Mar Nero. E siamo ad un ottimo punto. La seconda fase è la distruzione della flotta russa sul Mar Nero o almeno il suo allontanamento dalla Crimea. E ci stiamo riuscendo. La terza fase sarà compromettere le loro infrastrutture logistiche al servizio dell’Armata: caserme, basi di raggruppamento, depositi di alimentari, carburante e munizioni, vie di trasporto compreso il ponte di Kerch. Per questo vedrete ancora un incremento dei nostri attacchi alla Crimea» ha spiegato il consigliere.

La Crimea, aggiunge Podolyak, vede il transito di circa l’80% del materiale per la prima linea, “tra Rostov, Mariupol e Crimea non ci sono linee ferroviarie, autostrade e soprattutto magazzini sufficienti a un esercito di 500mila soldati. Non basta portare le munizioni, hanno bisogno di averle a disposizione, devono organizzare rotazioni, addestramento, cure. Sono anni che attrezzano la Crimea per questo. È lo stesso motivo per cui all’inizio dell’invasione hanno usato la Bielorussia come base di partenza. Solo lì avevano la logistica adatta“.

Intanto secondo il report del think tank statunitense Isw (The Iinstitute for the study of war), e alcuni ex membri del gruppo Wagner, arri mercenari starebbero cercando di riformarsi in modo coeso attorno alla nuova leadership.

di: Flavia DELL’ERTOLE

FOTO: EPA/MAKSIM BLINOV/KREMLIN