“I cittadini hanno capito che noi anche durante il Covid abbiamo fatto quello che era umanamente possibile”
Attilio Fontana, rieletto governatore della Lombardia, commenta così il successo elettorale che lo riconferma alla guida della regione: «Si tratta di una vittoria che va oltre le aspettative – ha dichiarato Fontana. – Non pensavo che questo risultato sarebbe stato di queste dimensioni».
«In questo momento rappresentiamo la forza che ha più appeal sugli italiani e che riesce a fare le proposte che sono più vicine all’animo degli italiani», dichiara.
Per il presidente anche la gestione del Covid ha influito sul voto: «In quel periodo c’è stata una narrazione lontana dai fatti – ha detto – siamo riusciti a chiarire, la storia è venuta a galla e i cittadini hanno capito che noi anche in quella drammatica situazione abbiamo fatto quello che era umanamente possibile e hanno apprezzato la ripartenza con la campagna vaccinale e la ripresa economica. Forse è stato penalizzato anche il tentativo degli avversari che hanno cercato sempre di essere polemici».
Rocca: “è una giornata importante. Il nostro obiettivo è governare noi la regione per 10 anni”
«Ora mi chiamano governatore, ancora mi devo abituare. È una bella responsabilità – ha affermato Rocca – comunque mi piace più la parola presidente», ha aggiunto.
«Tenermi la Delega alla sanità e al bilancio? Sto riflettendo ma solo sulla sanità. Ora sto studiando tutte le sfide prioritarie. Comunque la sanità seguirò molto da vicino, per la giunta ci sono ancora 15 giorni», ha detto Rocca, in collegamento telefonico a un Giorno da Pecora, su Rai Radio 1.
Il neo-eletto presidente rilancia dunque sul cavallo di battaglia della sua campagna elettorale: «la sanità del Lazio è da ricostruire e probabilmente anche da ripensare» dichiara intervenendo al Tg4 – Diario del giorno e dicendosi “consapevole delle tante responsabilità, soprattutto dopo un mese di campagna elettorale in cui ho raccolto il grido di allarme dei territori“.
La larga maggioranza del Lazio
Ad appoggiare il neo-presidente della Regione Lazio Francesco Rocca in Consiglio regionale la maggioranza sarà ampia.
Si attendono i dati definitivi, ma il centrodestra dovrebbe aver conquistato 30 dei 50 seggi del Consiglio. A farla da padrone Fratelli d’Italia. La composizione del Consiglio regionale dovrebbe garantire un governo stabile. Nel 2018 con l’elezione di Zingaretti furono 15 i seggi del centrosinistra e 26 per le opposizioni di cui 10 del Movimento 5 Stelle, mentre adesso dovrebbero essere solo quattro i consiglieri eletti del M5S.
Secondo le rilevazioni Francesco Rocca ha preso, in termini di voti assoluti, meno voti di Nicola Zingaretti nel 2018, ma in percentuale il suo successo è stato molto più netto: il 54% contro il 32,9% dell’ex governatore di centrosinistra. Rocca infatti è eletto presidente con oltre 943 mila voti; Zingaretti ne prese 1.018.736.
I numeri della disfatta
D’altra parte l’astensione nel 2018 fu al 66,5% mentre tra il 12 e il 13 febbraio si è attestata al 37,2. In questo caso l’astensionismo sembra avere colpito in modo più netto il centrosinistra e il M5s. Che sia a destra o a sinistra sono i candidati invece a convincere, prendendo più voti delle loro coalizioni. Sono 79mila voti in più per Rocca, 151 mila per Zingaretti.
Ieri il candidato di centrosinistra sconfitto Alessio D’Amato ricordava di avere raggiunto una percentuale maggiore del suo predecessore nel 2018: 33,5 contro 32,9. In termini di voti assoluti però il risultato è ben diverso: oltre un milione di voti, appunto, per Zingaretti contro i 581 mila di D’Amato. Male anche per il M5s che vede un crollo apocalittico in termini di voti assoluti: circa 132 mila questa volta contro i 559.752 del 2018.
Questione di squadra
Parlando in termini di coalizioni, il centrodestra ha preso stavolta oltre 855 mila voti; nel 2018 i partiti canonici appoggiavano Stefano Parisi e presero in coalizione 922.664 voti, ma c’era Sergio Pirozzi che da outsider di centrodestra raggranellò da solo quasi 100 mila voti. Il centrosinistra nel 2018 prese 867.393 voti; stavolta le liste ne hanno presi attorno ai 520 mila.
Tornando a sinistra il Pd nel 2018 prese oltre 539 mila voti; stavolta ne ha presi 313 mila, anche se bisogna tenere conto che all’epoca non c’era il Terzo Polo. Certo è che pur sommando gli oltre 75 mila voti di Azione-Italia Viva a quelli del Pd si arriva a 388 mila voti: sono 151 mila voti in meno. Percentualmente, però, il Pd ha tenuto: 21,25% alle elezioni 2018 contro il 20,25% delle ultime (ma c’è il Terzo Polo al 4,87).
Sgarbi eletto in Lombardia, ma è “tenore solista”
Il sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi, candidato con Noi Moderati-Rinascimento alle regionali 2023 sia a Milano che a Roma, ha portato a casa 873 preferenze nel capoluogo lombardo, che gli permettono di entrare a Palazzo Pirelli.
Parlando del risultato in conferenza stampa ha dichiarato: «ho cercato di portare in luce un’area politica che allarga il centrodestra, anche ai temi della cultura e della bellezza. Purtroppo io sono un solista e un tenore e l’orchestra non è mai in grado di…– lasciate sospese le critiche, osserva che – si doveva fare più comunicazione, ma insomma – aggiunge rivolto già al prossimo obiettivo elettorale – la faremo per le Europee» e aggiunge che la Lombardia «è un segnale positivo, che toglie dalla penombra il nostro gruppo».
Feltri: “presiedere il Consiglio comunale? Rifiuterò”
«Non ho nessuna voglia di rompermi i coglioni»: così Vittorio Feltri, appena eletto a Milano nella lista di Fratelli d’Italia, scherza rispondendo ai cronisti che gli ricordano che, essendo il consigliere più anziano (79 anni), dovrebbe presiedere lui la prima seduta.
Quanto a Fontana, “è un amico, lo stimo e si è comportato bene anche nella legislatura precedente“. Il risultato delle elezioni? «Me lo aspettavo e non mi ha assolutamente sorpreso. Dopo le elezioni politiche si capiva quale fosse l’andazzo e non ci voleva un’intelligenza particolare per capire che qui in Lombardia e nel Lazio avrebbe trionfato il centrodestra».
di: Alice GEMMA
aggiornamenti di: Caterina MAGGI e Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/MOURAD BALTI TOUATI