Da tre anni lottava pubblicamente contro la leucemia
Se n’è andato all’età di 53 anni Sinisa Mihajlović, ex calciatore e allenatore serbo di cittadinanza italiana. Da tempo il tecnico era affetto da una grave forma di leucemia. Lo rende noto la sua famiglia, la moglie Arianna e i cinque figli, Viktorija, Virginia, Miroslav, Dusan e Nicholas.
Nel comunicato si legge: «la moglie Arianna, con i figli Viktorija, Virginia, Miroslav, Dusan e Nikolas, la nipotina Violante, la mamma Vikyorija e il fratello Drazen, nel dolore comunicano la morte ingiusta e prematura del marito, padre, figlio e fratello esemplare, Sinisa Mihajlovic. Uomo unico professionista straordinario, disponibile e buono con tutti. Coraggiosamente ha lottato contro una orribile malattia. Ringraziamo i medici e le infermiere che lo hanno seguito in questi anni, con amore e rispetto, in particolare la dottoressa Francesca Bonifazi, il dottor Antonio Curti, il Prof. Alessandro Rambaldi, e il Dott. Luca Marchetti. Sinisa resterà sempre con noi. Vivo con tutto l’amore che ci ha regalato».
Aveva scoperto la sua malattia nel luglio del 2019 a causa di un dolore all’adduttore inizialmente attribuito alla troppa attività fisica. Da subito aveva reso pubblica la sua battaglia contro la leucemia, ispirando appassionati e non con il suo coraggio e la sua determinazione. Dopo una prima vittoria, la malattia era ricomparsa lo scorso marzo. Già negli ultimi giorni era noto che la sua condizione di fosse aggravata, molti tifosi si erano detti preoccupati.
In questi ultimi tre anni aveva allenato il Bologna, prima dell’esonero, arrivato lo scorso settembre dopo un inizio di campionato poco brillante. Al suo posto il club aveva chiamato Roberto De Zerbi che aveva tuttavia rifiutato per rispetto di Mihajlovic.
Arrivato in Italia nel 1992, ha fatto parte della rosa di Sampdoria, Lazio e Inter. La sua carriera di allenatore inizia nel 2006 quando Mancini lo chiama come vice nell’Inter, nel 2008 arriva al Bologna dove, dopo Catania, Fiorentina, Sampdoria, Milan, Torino e Sporting Lisbona, torna nel 2019.
Oggi la morte di Mihajlović rattrista il mondo del calcio ma la sua lotta lascia un segno indelebile.
Il cordoglio pubblico
“Hai lottato come un leone in campo e nella vita. Sei stato esempio e hai dato coraggio a molti che si trovano ad affrontare la malattia. Ti hanno descritto come un sergente di ferro, hai dimostrato di avere un gran cuore. Sei e resterai sempre un vincente. Addio Sinisa Mihajlovic” ha scritto la premier Giorgia Meloni su Twitter.
È arrivato anche il ricordo di Silvio Berlusconi, ex proprietario del Milan, che sui social ha postato una foto che lo ritrae con l’allenatore e la figlia Barbara. «Sinisa Mihajlovic è stato un grande calciatore ed un allenatore di grande capacità, serietà e talento – ha scritto il leader di Forza Italia – Impegnandosi col mio Milan, prima ancora che un professionista esemplare, si è fatto apprezzare e ammirare come uomo. È stato poi assalito da una malattia spietata ma lui ha sempre lavorato, ha sempre sorriso, ha sempre manifestato una grande voglia di vivere. Davvero un uomo, un professionista raro! Ci mancherà, mancherà a tutti. A sua moglie, ai suoi figli ed a tutti i suoi cari rivolgo le mie più sentite condoglianze ed un abbraccio affettuoso».
«Questo è un giorno che non avrei mai voluto vivere, perché ho perso un amico con cui ho condiviso quasi 30 anni della mia vita, in campo e fuori – ha dichiarato Roberto Mancini, allenatore di Mihailovic – Non è giusto che una malattia così atroce abbia portato via un ragazzo di 53 anni, che ha lottato fino all’ultimo istante come un leone, come era abituato a fare in campo. Ed è proprio così che Sinisa resterà per sempre al mio fianco, anche se non c’è più, come ha fatto a Genova, a Roma, a Milano e poi anche quando abbiamo preso strade diverse».
di: Alessia MALCAUS
aggiornamenti di: Francesca LASI
FOTO: ANSA /SERENA CAMPANINI