Dati per scomparsi, poco dopo riappaiono smentendo sui social

Le notizie sulle “morti fake” continuano a girare e a diffondersi sul web, come nel caso della morte di Rosa Russo Iervolino, scomparsa smentita poco dopo dai figli.

Ma Iervolino è “solo” l’ultima di tante altre fake news sulle scomparse di volti noti: è il caso di Pippo Baudo, dato per deceduto lo scorso novembre 2020, notizia smentita dallo stesso Baudo che commentò la notizia così: “faccio le corna, devo campare fino a 130 anni”.

Anche Roby Facchinetti è finito nel mirino a giugno 2022: “Ho passato ore a rispondere a telefonate e messaggi. La mia salute è buonissima. Al buontempone che ha voluto “scherzare” sulla mia vita, invece, mi limito a dire fermamente quanto segue. Che si vergogni”, aveva scritto il leader dei Pooh.

A volte il “tam-tam” nasce da titoli pubblicati su portali scandalistici, ad esempio “non ce l’ha fatta” o “non lo vedremo più”: lampante è il caso di Max Giusti, quando venne chiuso il suo programma perché non ha soddisfatto le aspettative, sul web partirono immediatamente proprio quei “titoletti”.

Fra gli attori, Claudio Amendola e Alvaro Vitali, che rispose: “io non muoio, se ne facciano una ragione”. Anche Checco Zalone, Gerry Scotti e Luca Laurenti sono stati, a loro volta, vittime delle fake news sulla loro morte.

di: Federico ANTONOPULO

FOTO: ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI