Lo studio è stato portato avanti da un team di ricercatori statunitensi
Le zanzare della febbre gialla hanno iniziato a mordere gli umani circa 5mila anni fa quando si è formato il deserto del Sahara.
È stata portata avanti un’analisi genomica dei registri del commercio di schiavi e a concluderla è stato un gruppo di ricercatori degli Stati Uniti in un articolo pubblicato su Science.
«La cosa che non sapevamo era quando, come o perché tutto ciò è accaduto», dice Noah Rose, biologo evoluzionista presso l’Università della California (UC), San Diego.
Oggi non è chiaro come la zanzara della febbre gialla possa aver iniziato a mordere gli esseri umani causando milioni e milioni di infezioni all’anno. I ricercatori sono d’accordo sul fatto che una sottopopolazione di A.aegypti si sia separata da un antenato che preferiva vivere nelle foreste e nutrirsi di animali, non di persone.
Secondo Rose questa separazione è avvenuta circa 5000 anni fa, nel corso di un cambiamento climatico naturale nel Sahel dell’Africa occidentale, al confine meridionale del Sahara. «Siamo stati in grado di raccontare la storia naturale di A. aegypti utilizzando il genoma», dichiara Athanase Badolo, entomologo della Joseph Ki-Zerbo University di Ouagadougou, nel Burkina Faso, coautore dello studio.
Negli ultimi decenni c’è stata un’evoluzione che ha portato la specie a depredare gli umani e a diffondere le malattie in maniera ancora più efficiente nelle città africane.
Rose e il suo gruppo hanno iniziato a campionare popolazioni di zanzare della febbre gialla provenienti sia dalle foreste che dalle città. Nel 2020, hanno dichiarato che le zanzare che mostravano preferenza per gli esseri umani sembravano trovarsi in aride comunità urbane nel Sahel.
Secondo gli esperi quindi le prime zanzare focalizzate sull’uomo si siano evolute proprio in quella zona, attratte dalle città perché offrivano dense popolazioni umane e acqua per lunghi periodi anche nelle stagioni più secche.
di: Alice GEMMA
FOTO: PIXABAY