Dopo intere settimane di buio, nei mesi estivi Capo Nord rinasce grazie al sole di mezzanotte, fenomeno naturale che lascia a bocca aperta

Giorno o notte, alba o tramonto? È questa la sensazione di smarrimento data da un fenomeno astronomico capace di far viaggiare con la mente e con il cuore: il sole di mezzanotte, processo naturale che negli anni è stato in grado di attirare l’attenzione di numerosi turisti alla ricerca di un’indimenticabile avventura. Di fronte a questa esperienza, chiamata anche “Notte Bianca” o “sole che non tramonta mai”, vi scorderete dello scorrere del tempo e delle basse temperature e vi lascerete incantare dal paesaggio emozionante. I luoghi esclusivi per osservarlo sono le regioni polari, sia il Polo Nord, che il Polo Sud, anche se, dal punto di vista turistico, è godibile soltanto nelle aree del Nord perché in Antartide gli insediamenti umani sono quasi esclusivamente costituiti da basi scientifiche. L’origine di questo spettacolo è data dall’inclinazione dell’asse terrestre la quale, a latitudini superiori o pari a 66° 33’ nei periodi compresi tra i due equinozi, riesce a far rimanere il Sole sopra alla linea dell’orizzonte per un intervallo di tempo che può variare da 24 ore a 6 mesi senza mai sorgere o tramontare. Il massimo della spettacolarizzazione del fenomeno si ha nel giorno del solstizio d’estate, quindi il 20 o il 21 giugno, ma è possibile ammirarlo anche per una serie di giorni precedenti e successivi che varia a seconda della distanza dei luoghi dal Polo Nord. Di conseguenza, per esempio, a 70° di latitudine il sole non si spegne per circa 17 giorni, a 80° per circa 70, mentre ai poli (90°) non tramonta per 6 mesi. Spesso, per via della rifrazione, c’è luce anche nelle zone più distanti dal Sole anche se quest’ultimo non si vede: un avvenimento che si realizza di frequente in Islanda.

Knivskjellodden, il punto più settentrionale d’Europa, raggiungibile solo a piedi

Da metà aprile a metà agosto è possibile godere di questo straordinario spettacolo in diversi Paesi. Il mese di luglio, ad esempio, è il periodo ideale per osservare il sole di mezzanotte in Norvegia, nello specifico a Capo Nord, l’ultimo punto sulla terra ferma prima del Polo. Tutti, o quasi, almeno una volta hanno sentito parlare di questo promontorio ma in pochi sanno che si trova su un’isola, l’ultima che si può incontrare nel Vecchio Continente proseguendo verso l’estremità Nord: il suo nome è Magerøya ed è parte della regione di Nord-Norge. A dare il nome a Capo Nord fu Richard Chancellor, un esploratore britannico che andò alla deriva nel 1553 proprio mentre era alla ricerca del “passaggio a Nord-Est”. Circa 100 anni dopo, nel 1664, Francesco Negri, sacerdote italiano, fu il primo turista a visitare Nordkapp (Capo Nord in norvegese). Oggi raggiungere questo territorio è diventato molto più semplice, ogni anno nei mesi estivi, quando il sole non tramonta quasi mai, vi fanno visita circa 200.000 amanti della natura e dell’avventura. Se in passato l’isola era raggiungibile soltanto via mare, e per arrivarci bisognava prendere il traghetto che partiva da Kåfjord (un sistema che venne usato per tutto il XVII e XVIII secolo), da fine ‘700, in particolare dopo l’arrivo via terra di Giuseppe Acerbi, scrittore ed esploratore mantovano, divenne una vera e propria meta turistica. Tra i visitatori più famosi si ricordano Re Oscar II di Svezia nel 1873 il Re di Thailandia Chulalongkorn nel 1907. La vera svolta a livello logistico, invece, si verificò nel 1999, quando venne creato un tunnel sottomarino con lo scopo di unire Magerøya alla terraferma: si tratta di una strada lunga circa 7 chilometri che arriva a 212 metri di profondità e sbuca letteralmente sull’isola.

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Il 100% dei turisti che vi si reca lo fa nel periodo estivo proprio per assistere al sole di mezzanotte. Le attrazioni del posto, infatti, sono scarse e possono essere riassunte in tre punti: la scogliera di circa 307 metri a picco sul Mare del Nord (tra l’Oceano Atlantico e quello Artico); il Nordkapphallen, comprendente il centro visitatori di Capo Nord che accoglie mostre durante tutto l’anno, e la cappella ecumenica più settentrionale del mondo, la St Johannes Kapell; il promontorio di Knivskjellodden. La scogliera di Nordkapp offre una vista mozzafiato e, per chi non vuole fare troppa fatica, è il posto ideale dal quale osservare il sole di mezzanotte. Qui è presente un monumento a forma di globo, una scultura in ferro che rappresenta un mappamondo e, per chi ha voglia di gustarsi una cena nel punto più a Nord d’Europa, un ristorante. Per i più temerari, invece, da questa posizione si può imboccare un sentiero che porta esattamente al bordo della scogliera dove, durante le belle giornate, è possibile vedere all’orizzonte le isole Svalbard. Stiamo parlando di Knivskjellodden, il vero punto più settentrionale d’Europa collocato un chilometro e mezzo più vicino al circolo polare artico rispetto a Capo Nord. La punta è raggiungibile soltanto a piedi marciando per 10 chilometri circa in un’arida tundra tra pianure, discese e salite, fango, pietre e acqua. Zaino sulle spalle, cibo, acqua, e si è pronti ad affrontare uno straordinario cammino che costeggia laghi e che ospita gruppi di renne. Non c’è un sentiero vero e proprio ma il tragitto è segnalato da alti ammassi di pietre e da segnavia a forma di grosse T rosse, visibili anche nei periodi invernali quando il suolo è coperto di neve. Uno dei più grandi problemi, invece, è la variabilità del clima che cambia molto velocemente nel giro di poco tempo: vento, nebbia, pioggia, sole, caldo, e freddo in un’unica giornata. Bisogna ricordarsi che da ottobre a marzo la luce solare è veramente poca e quindi, quando la visibilità è nulla (anche a causa della nebbia) oppure c’è rischio di ghiaccio, il percorso fino a Knivskjellodden potrebbe essere chiuso per motivi di sicurezza. A segnare la fine del sentiero è una pianura rialzata sul mare sulla quale è collocato un cippo con le coordinate e una cassetta in cui è presente un libro di vetta. Coloro che completano il trekking, e arrivano quindi al punto più a Nord d’Europa, hanno la possibilità di scriverci il proprio nome e di ricevere al museo di Nordkapp un certificato (a pagamento) che attesta il successo dell’impresa. Insomma, come avrete capito non si tratta di una passeggiata adatta a tutti: è necessario il giusto abbigliamento, una buona forma fisica, e tanta forza d’animo. Chi abita nella zona ribadisce spesso la complessità dell’escursione e raccomanda sempre di controllare le previsioni meteorologiche.

Il fenomeno del sole di mezzanotte è visibile sia al Polo Nord che al Polo Sud, in Antartide tuttavia gli insediamenti umani sono per lo più a scopi scientifici e non turistici

Raccontare l’emozione che si prova a guardare il sole di mezzanotte non rende giustizia alla particolarità e alla bellezza di un simile spettacolo visto con gli occhi e vissuto con l’anima. Un viaggio ai confini del Vecchio Continente che regala il privilegio di non aver bisogno di scandire il tempo perché le ore non hanno più un senso, di non doversi abbandonare alla notte fonda, e di poter assistere a tramonti lunghissimi, interminabili, che a poco a poco, senza che nessuno se ne renda conto, si trasformano in alba e poi di nuovo in giorno pieno.